Conti (Pd) sfida Dipiazza su Schengen: «Riapra i confini con noi, altrimenti è solo una sparata»

È scontro politico sulla sospensione di Schengen e sui controlli al confine con la Slovenia. Dopo le dure parole del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che ha definito «una sceneggiata» l’attuale sistema dei controlli ai valichi, interviene la segretaria regionale del Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia, Caterina Conti, che rilancia e sfida direttamente il primo cittadino.
«In ritardo di qualche anno ma forse ci è arrivato anche il sindaco Dipiazza a capire che i “controlli” sul confine con la Slovenia sono soldi buttati e personale di polizia sottratto ai veri compiti di sicurezza a Trieste», afferma Conti.
«Il Pd lo dice da tempo»
La segretaria regionale rivendica una posizione che, sottolinea, il Partito Democratico sostiene già da tempo.
«Lo sanno i nostri concittadini, lo dice da tempo il Partito democratico, ma il Governo Meloni e la Giunta Fedriga non vogliono sentire ragioni», prosegue.
Il punto centrale, per Conti, è che il presidio dei confini interni assorbirebbe risorse e personale che potrebbero essere impiegati direttamente sul territorio cittadino, dove la domanda di sicurezza è più immediata.
L’affondo politico su Dipiazza
Conti non si limita però a registrare una convergenza sul merito.
La sua lettura è fortemente politica e guarda già alla prossima fase elettorale.
«Capiremo come sarà accolta dai suoi la dichiarazione di pancia del sindaco, che fiuta le elezioni ed esce dal coro prendendosi la scena», afferma.
Una frase che mette in evidenza quella che, secondo la segretaria Pd, sarebbe una presa di posizione destinata anche a creare imbarazzo all’interno del centrodestra.
La sfida: «Avviamo insieme un vero percorso politico»
Il passaggio più significativo arriva subito dopo.
Conti lancia infatti una vera e propria sfida a Dipiazza: trasformare le dichiarazioni pubbliche in un’iniziativa politica concreta.
«Lo sfidiamo ad avviare con la sua maggioranza e con noi un vero percorso politico che porti alla riapertura dei confini, nell’interesse della città».
Una proposta che, almeno sul tema specifico, apre formalmente alla possibilità di un fronte trasversale tra maggioranza e opposizione.
«Altrimenti sarà una sparata a salve»
La conclusione è particolarmente dura.
Per Conti, se alle dichiarazioni di Dipiazza non seguiranno azioni concrete, il giudizio politico sarà inevitabile.
«Altrimenti questa sarà una sparata a salve, buona a far titolo ma di nessun valore».
Il confronto su Schengen assume così una dimensione sempre più cittadina e politica. Da una parte Dipiazza chiede meno uomini ai valichi e più agenti nelle strade di Trieste. Dall’altra il Pd rivendica di sostenere questa impostazione da tempo e ora chiede al sindaco di trasformarla in una battaglia istituzionale vera.
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