Canada, dopo 18 anni riapre caccia all'orso grizzly: insorgono ambientalisti

Diversi gruppi di tutela ambientale hanno condannato la riapertura - considerata "inaccettabile" - della caccia mirata al grizzly nella provincia canadese dell'Alberta, dopo un divieto durato 18 anni. Le associazioni temono l'impatto su questa specie di orso in via di estinzione. "La caccia non è un metodo di gestione accettabile per una specie a rischio", ha dichiarato in un comunicato stampa Devon Earl dell'Alberta Wilderness Association, che ha lanciato una campagna per opporsi alla decisione del governo. "Una caccia ai trofei potrebbe annullare tutti i progressi compiuti". La caccia a questi mammiferi, classificati come minacciati nel 2010 dalla provincia del Canada occidentale, è stata vietata per 18 anni. "Da allora abbiamo assistito a una certa ripresa delle popolazioni di grizzly", ha dichiarato all'AFP l'ambientalista. Secondo le autorità provinciali, il numero di orsi grizzly è passato da 800 a più di 1.150 oggi, "il che ha fatto sì che si spostassero in aree rurali più popolate". Questa situazione ha generato un "numero crescente di interazioni negative", sottolinea la provincia, che vuole "porre fine agli attacchi pericolosi e mortali dei grizzly contro persone e bestiame".
L'Alberta ha registrato 104 attacchi di orsi neri e grizzly tra il 2000 e il 2021. Il 17 giugno il governo conservatore della provincia ha pubblicato in sordina un'ordinanza che prevede che venga concessa una "autorizzazione di gestione" per la caccia se l'orso è coinvolto in un conflitto con un essere umano o se l'animale si trova in una "zona di interesse". Denunciando la mancanza di un annuncio ufficiale e di una consultazione pubblica, l'Alberta Wilderness Association chiede al governo di revocare la sua decisione. Esiste "un approccio molto più scientifico" della caccia per gestire questo tipo di situazioni, ritiene Devon Earl, citando un programma volto a proteggere il bestiame, tra cui l'installazione di recinzioni elettriche. (GEA/AFP) EFS EST
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