Trieste celebra lo sbarco dei Bersaglieri: “Un legame profondo con la nostra storia e le nostre divise”

Trieste ha celebrato con grande partecipazione il 107° anniversario dello sbarco dei Bersaglieri dal cacciatorpediniere Audace, rievocazione simbolica del giorno della prima redenzione della città, avvenuta il 3 novembre 1918.
La cerimonia, baciata dal sole, si è svolta tra piazza dell’Unità d’Italia e la Scala Reale, dove sono state deposte corone d’alloro in memoria dei caduti, alla presenza dell’undicesimo Reggimento Bersaglieri accompagnato dalla sua Fanfara.
Roberti: “Un legame che resta vivo nel tempo”
A rappresentare la Regione Friuli Venezia Giulia è stato l’assessore alle Autonomie locali e alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che ha sottolineato l’importanza del momento:
“La rievocazione dello sbarco dei Bersaglieri dal cacciatorpediniere Audace e della prima redenzione di Trieste è un momento toccante e significativo che richiama anche oggi, 107 anni dopo, la presenza di tante persone, confermando il profondo legame della città alle nostre divise”.
Tra i presenti le autorità civili e militari
Alla cerimonia hanno preso parte anche il sindaco Roberto Dipiazza, il prefetto Giuseppe Petronzi e le associazioni combattentistiche e d’arma, insieme al Gonfalone della città di Trieste decorato della Medaglia d’Oro al Valor Militare.
La Staffetta Tricolore e l’arrivo dei Bersaglieri
Il momento più emozionante si è vissuto quando la Staffetta Tricolore, proveniente dal colle di San Giusto, ha incontrato i Bersaglieri sbarcati da una motovedetta della Capitaneria di porto, alla fontana dei Quattro Continenti. Un incontro simbolico tra storia e presente, salutato dal calore del pubblico e dal suono della Fanfara.
“Tramandare ai giovani il valore della memoria”
Nel suo intervento finale, Roberti ha ricordato l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni il significato di questi momenti:
“È molto importante che i valori dell’attaccamento alla Patria e la conoscenza della nostra storia siano tramandati ai più giovani, in una fase in cui la leva militare non c’è più. Cerimonie come questa mantengono viva la memoria e rafforzano il senso di identità nazionale”.
Un 3 novembre, dunque, che ha unito la città nel segno della memoria, del rispetto e dell’orgoglio tricolore.
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