mercoledì 26 agosto 2026
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Salute:Riccardi, Burlo e volontariato bambini malati è lezione potente

Luca Marsi·
Salute:Riccardi, Burlo e volontariato bambini malati è lezione potente

"Quello che mi ha colpito di più in tutto ciò che ho sentito in questo incontro è stato questo pensiero: se non fossero arrivati da noi questi bambini, sarebbero morti. E forse queste poche parole bastano a spiegare l'intensità e il valore del vostro impegno".
Lo ha detto oggi a Trieste l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, nel corso dell'incontro con i medici e le associazioni di volontariato che accompagnano i bambini e le loro famiglie nei percorsi di cura al Burlo Garofolo. Centinaia di casi negli ultimi anni, con complessità inedite e tempi di permanenza molto lunghi.
Come ha osservato il rappresentante della Giunta regionale, in un'attualità della comunicazione dove si tende a semplificare tutto, si rischia di sottovalutare l'impegno e le vite salvate da questa straordinaria ed esemplare storia di solidarietà. La cura è un diritto universale, che non dipende da dove uno arrivi, che lingua parli o dal colore della pelle.
"Ecco perché ritengo - ha continuato Riccardi - che la vostra sia una lezione straordinariamente potente. E quel diritto alle cure lo si garantisce con lo sforzo di tutti, auspicando che le resistenze alla trasformazione dell'offerta si riducano con decisione".
Come ha rilevato l'assessore, le testimonianze di medici e associazioni, dunque, sono fondamentali. Aiutano a capire che questi fenomeni non sono più eccezioni, ma stanno diventando parte della cura ordinaria. Di fronte a questa trasformazione, serve il coraggio di attuare una vera rivoluzione organizzativa, senza restare ancorati a modelli ormai superati.
"Credo - ha aggiunto Riccardi - che la vostra sia una lezione valoriale straordinariamente potente. La Costituzione ci ricorda che la salute è un diritto di tutti. E oggi questo diritto incontra resistenze, che dobbiamo contrastare con decisione, perché se questa discussione - quella sui bambini arrivati da Gaza, dall'Ucraina, dall'Albania, dall'Iraq - la vivessimo solo sulla rete, probabilmente potremmo incontrare anche critiche. C'è una spirale pericolosa in atto: chi urla più forte sembra avere ragione. Ma la verità è che serve buonsenso. E storie come le vostre ci aiutano a recuperarlo".
Infine, l'assessore, dopo aver affermato che il Burlo Garofolo deve essere sempre più una delle punte del sistema sanitario regionale, ha rimarcato come sia diffusa ancora un'idea del bisogno di salute ancorata all'emergenza, alla fase acuta, e si ritiene che basti una risposta esclusivamente sanitaria.
"Invece no: oggi la complessità richiede un accompagnamento nel tempo, il follow-up, un'attenzione costante al bambino e alla famiglia. Se questo non avviene, il danno non è solo sanitario: colpisce gli affetti, le relazioni "Quello che mi ha colpito di più in tutto ciò che ho sentito in questo incontro è stato questo pensiero: se non fossero arrivati da noi questi bambini, sarebbero morti. E forse queste poche parole bastano a spiegare l'intensità e il valore del vostro impegno".
Lo ha detto oggi a Trieste l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, nel corso dell'incontro con i medici e le associazioni di volontariato che accompagnano i bambini e le loro famiglie nei percorsi di cura al Burlo Garofolo. Centinaia di casi negli ultimi anni, con complessità inedite e tempi di permanenza molto lunghi.
Come ha osservato il rappresentante della Giunta regionale, in un'attualità della comunicazione dove si tende a semplificare tutto, si rischia di sottovalutare l'impegno e le vite salvate da questa straordinaria ed esemplare storia di solidarietà. La cura è un diritto universale, che non dipende da dove uno arrivi, che lingua parli o dal colore della pelle.
"Ecco perché ritengo - ha continuato Riccardi - che la vostra sia una lezione straordinariamente potente. E quel diritto alle cure lo si garantisce con lo sforzo di tutti, auspicando che le resistenze alla trasformazione dell'offerta si riducano con decisione".
Come ha rilevato l'assessore, le testimonianze di medici e associazioni, dunque, sono fondamentali. Aiutano a capire che questi fenomeni non sono più eccezioni, ma stanno diventando parte della cura ordinaria. Di fronte a questa trasformazione, serve il coraggio di attuare una vera rivoluzione organizzativa, senza restare ancorati a modelli ormai superati.
"Credo - ha aggiunto Riccardi - che la vostra sia una lezione valoriale straordinariamente potente. La Costituzione ci ricorda che la salute è un diritto di tutti. E oggi questo diritto incontra resistenze, che dobbiamo contrastare con decisione, perché se questa discussione - quella sui bambini arrivati da Gaza, dall'Ucraina, dall'Albania, dall'Iraq - la vivessimo solo sulla rete, probabilmente potremmo incontrare anche critiche. C'è una spirale pericolosa in atto: chi urla più forte sembra avere ragione. Ma la verità è che serve buonsenso. E storie come le vostre ci aiutano a recuperarlo".
Infine, l'assessore, dopo aver affermato che il Burlo Garofolo deve essere sempre più una delle punte del sistema sanitario regionale, ha rimarcato come sia diffusa ancora un'idea del bisogno di salute ancorata all'emergenza, alla fase acuta, e si ritiene che basti una risposta esclusivamente sanitaria.
"Invece no: oggi la complessità richiede un accompagnamento nel tempo, il follow-up, un'attenzione costante al bambino e alla famiglia. Se questo non avviene, il danno non è solo sanitario: colpisce gli affetti, le relazioni e - ha concluso - la struttura sociale'".

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