Salute, Celotti (PD): tutte incomplete le 6 case di comunità in fvg
"Nonostante le inaugurazioni tanto decantate dalla Giunta regionale, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) conferma ora una verità che da tempo denunciamo: delle sei Case della comunità attivate in Friuli Venezia Giulia, nessuna è completamente funzionate. Di fatto, la riforma resta solo sulla carta e i risultati raggiunti sono pressoché solo edilizi". Lo afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), commentando il monitoraggio della fondazione Gimbe su dati Agenas.
"Il rapporto evidenzia con chiarezza lo stato di attuazione della riforma territoriale prevista dal Pnrr: a fronte di un avanzamento formale delle strutture - spiega Celotti -, resta ancora largamente incompiuto il loro effettivo funzionamento. A livello nazionale, meno della metà delle Case della comunità (45,5%) ha attivato almeno un servizio, ma quelle pienamente operative con presenza medica e infermieristica sono solo il 3,9%. Il dato conferma una criticità strutturale: la realizzazione delle opere edili e l'attivazione delle strutture non coincide con la loro reale capacità di erogare servizi completi e integrati".
"In questo quadro - sottolinea la consigliera - il Fvg presenta una situazione tutt'altro che buona. Su 32 strutture programmate ne sono state inaugurate 6, che stando ai dati del report non sono completamente funzionanti e al 31 dicembre non potevano contare sul personale medico e infermieristico previsto. Si tratta di un divario evidente tra realtà e narrazione: le ristrutturazioni sono ancora in corso, i servizi sono in gran parte quelli garantiti da decenni dai Distretti e quindi l'obiettivo delle Case della comunità del Fvg, ovvero diventare il fulcro dell'assistenza territoriale attraverso équipe multiprofessionali, integrazione sociosanitaria e presa in carico continuativa dei cittadini, è ancora molto, molto lontano".
Il nodo principale, continua la dem, "è politico ed è la mancanza di un reale coinvolgimento dei medici di medicina generale e degli altri professionisti del territorio nel progetto delle Case della comunità. E così, prive di una vera integrazione professionale, rischiano di rimanere contenitori vuoti, segno di politiche sanitarie regionali che non sono state sufficientemente proattive nel promuovere partecipazione, adesione e corresponsabilità degli attori chiave del sistema. Il confronto con il contesto nazionale e con altre regioni, come il Veneto, conferma che il problema della piena operatività è diffuso, ma in Fvg assume una forma peculiare: agli interventi edilizi non ha fatto seguito un adeguato sviluppo organizzativo. Alla luce della
scadenza del Pnrr, il rischio è concreto: finire i lavori ma senza produrre un reale miglioramento dell'assistenza".
"In definitiva - conclude Celotti - senza un deciso cambio di passo, in particolare sul piano del personale e del coinvolgimento dei professionisti, la riforma della sanità territoriale rischia di rimanere incompleta. La priorità, oggi, è di coinvolgere i territori e di iniziare a programmare i servizi".
ACON/COM/rcm
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