Radio Radicale a rischio chiusura, Bullian (Patto) presenta una mozione in Consiglio Fvg
“Difendere la pluralità e il diritto all’informazione è un valore fondamentale da tutelare. Per questo motivo sostengo l’emittente Radio Radicale, visto il rischio di chiusura, e ho presentato una mozione in Consiglio regionale affinché si apra un’interlocuzione con Governo e Parlamento per garantirne il giusto finanziamento per l’importante servizio di interesse pubblico che svolge”, dichiara Enrico Bullian, Consigliere regionale del Patto per l’Autonomia–Civica FVG. “Da quasi cinquant’anni, Radio Radicale rappresenta un presidio unico nel panorama informativo italiano: un servizio che consente ai cittadini di accedere direttamente alle fonti primarie, potendo ascoltare, senza filtri né mediazioni, le sedute parlamentari e di altre istituzioni, i dibattiti politici e congressuali, i dibattimenti processuali, in generale, i momenti più significativi della vita pubblica del Paese. Un modello fondato sulla trasparenza e sul principio del ‘conoscere per deliberare’. L’emittente è nata tra il 1975 e il 1976 e da allora ha costituito di fatto un servizio pubblico. Radio Radicale trasmette, in convenzione con lo Stato, almeno il 60% delle sedute parlamentari. Oltre a una diffusione capillare sul territorio nazionale, ha saputo inoltre innovare il modo di fare informazione: dalla rassegna “Stampa e Regime” al ‘filo diretto’ con gli ospiti politici, fino alle interviste in strada e ai programmi dedicati alle comunità immigrate e alle rassegne stampa estere.
Ma c’è di più: il suo archivio audiovisivo rappresenta una delle raccolte più complete e sistematiche sulla vita istituzionale, giudiziaria, politica e culturale del Paese. Oltre 540.000 registrazioni che costituiscono un patrimonio inestimabile, non solo per la memoria storica ma anche per la qualità stessa della nostra democrazia. Eppure, tutto questo rischia, periodicamente, di essere ridimensionato pesantemente. In queste settimane abbiamo appreso del dimezzamento dei finanziamenti statali, da 8 a 4 milioni di euro, mettendo a rischio la continuità del servizio. Una scelta che, più che un minimo risparmio per lo Stato, rischia di trasformarsi in un grave danno per il pluralismo e per il diritto dei cittadini a un’informazione completa e accessibile.
"Per questo ho presentato una mozione in Consiglio regionale per impegnare la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento affinché vengano ripristinate le risorse necessarie su base pluriennale, dando stabilità all’emittente e riconoscendo il ruolo fondamentale di Radio Radicale nel sistema democratico. In un mondo dove l’informazione soffre di una fruizione bulimica, dove si fatica a individuare mendacità e fake news, un archivio e un’emittente con le fonti primarie e originali è un giacimento di democrazia.
Il Consiglio regionale può dare un segnale forte per tutelare il pluralismo e l’accessibilità diretta all’informazione”, conclude Bullian.
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