Lavoro in quota: a Forni di Sotto 9 aziende e 160 occupati. Bini: "Priorità alla tenuta sociale"
"Le aziende della zona industriale-artigianale di Forni di Sotto rappresentano un presidio fondamentale per il lavoro e per la tenuta sociale della montagna. Garantire occupazione stabile a molte famiglie in territori come questo è una priorità dell'azione regionale". L'assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini ha fatto visita oggi alla zona industriale-artigianale di Forni di Sotto, in Carnia, dove ha incontrato amministratori locali e imprenditori, visitando in particolare due realtà di eccellenza del settore dell'occhialeria: Complast e Friulcolor.
La zona industriale di Forni di Sotto si estende su un'area di circa 37.000 metri quadrati e ospita attualmente 9 aziende con 167 occupati - 70 dei quali nella sola Complast - in gran parte residenti nei paesi della vallata e nel vicino Cadore. Tra le imprese presenti, tre operano nel settore galvanico. Nel corso della visita, l'assessore ha evidenziato come la Regione stia lavorando per estendere strumenti di supporto anche a territori non tradizionalmente industriali, permettendo l'ampliamento dell'ambito di operatività dei Consorzi fino a ricomprendere le zone D2 e D3, previa intesa con il Comune interessato. Nel caso del Comune di Forni di Sotto, l'accordo con il Consorzio Cosilt è stato formalizzato nel corso dell'estate.
"Il nostro obiettivo - ha spiegato Bini - è dare una mano concreta a queste aree, che rispetto ad altre parti del Friuli Venezia Giulia scontano condizioni più sfidanti". Un segnale incoraggiante, secondo Bini, arriva anche dall'andamento del mercato. "Fa piacere constatare - ha aggiunto - che gli imprenditori che operano in queste zone confermano una fase di ripresa del mercato. È un elemento che rafforza la bontà degli investimenti pubblici effettuati negli ultimi anni". In questo contesto, un ruolo centrale è stato svolto dalla Comunità di montagna della Carnia, dal Consorzio Carnia Industrial Park e dalla Regione, che hanno investito risorse significative per garantire la permanenza e lo sviluppo delle zone produttive nei territori montani. La visita ha riguardato in particolare la Complast, azienda che occupa 70 addetti e che da decenni rappresenta un riferimento per l'occupazione nella valle. L'azienda sta valutando un ampliamento e ha da poco portato a termine un investimento in un'ottica di sostenibilità energetica, con la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 310 kW/h, grazie anche al sostegno regionale. Alla Friulcolor, che impiega 12 addetti, vengono invece svolte lavorazioni di verniciatura e finitura di pregio per montature di occhiali destinate a grandi brand della moda. L'altissima specializzazione della manodopera, la lavorazione manuale e la flessibilità produttiva rendono entrambe le azienda particolarmente ricercate nel settore dell'occhialeria di alta gamma.
Come confermato anche dal sindaco Claudio Coradazzi, negli ultimi tempi si è registrato l'interesse di nuove imprese artigiane a insediarsi nell'area ed è per questo che il Consorzio Carnia Industrial Park sta lavorando a uno studio di fattibilità per valutare interventi di urbanizzazione, a servizio delle imprese. Infatti, come ricordato dall'assessore Bini, grazie all'intesa
sottoscritta in giugno dal Consorzio e dal Comune di Forni di Sotto, le imprese che insistono nell'area e quelle di futuro insediamento potranno giovare dei contributi previsti per nuovi
investimenti e per opere di infrastrutturazione. "Investire nelle zone produttive della montagna - ha concluso Bini - significa investire nel futuro di questi territori, rendendoli più attrattivi, competitivi e capaci di offrire opportunità di lavoro di qualità".
ARC/SSA/gg
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