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Barcola. Scoccimarro, "rimossi gli ordigni ma ora ulteriori accertamenti"

Luca Marsi·
Barcola. Scoccimarro, "rimossi gli ordigni ma ora ulteriori accertamenti"

"Abbiamo già avviato un'interlocuzione con l'Autorità portuale per trovare una soluzione temporanea che allevii i disagi per chi ha un posto barca nel porticciolo di Barcola, a seguito del blocco dei lavori di dragaggio per il ritrovamento di alcuni ordigni bellici. Per i diportisti saranno messe a disposizione alcune aree portuali, alcune delle quali verosimilmente in prossimità del Molo Zero, che saranno attrezzate a spese della Regione e potranno ospitare almeno un centinaio di imbarcazioni. Una soluzione che consentirà di ridurre i problemi derivanti dalle operazioni necessarie per mettere in sicurezza il porticciolo". Lo ha confermato questa mattina l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro mentre gli artificieri del Terzo reggimento del Genio Guastatori di Udine provvedevano all'analisi, alla rimozione e alla messa in sicurezza dei 17 proiettili d'artiglieria ad alto potenziale di fabbricazione inglese, risalenti al periodo del Secondo conflitto mondiale, ritrovati durante i dragaggi in corso nel Porticciolo di Barcola per abbassare il fondale e rimuovere i detriti accumulatisi negli anni. L'operazione rientra in un progetto più
ampio di manutenzione e ripristino delle vie di navigazione, che riguarda anche il rio Ospo, oltre alla risistemazione delle barriere soffolte e scogliere lungo tutto il litorale di Barcola ed è finanziato dalla Regione con 3 milioni di euro.

Scoccimarro ha annunciato che "siamo in attesa dell'ordinanza della Capitaneria di porto che interdirà solo lo specchio d'acqua, rendendo nuovamente fruibili i magazzini, la passeggiata e il frangiflutti. Le operazioni compiute in questi giorni erano necessarie, del resto, quanto emerso nel Porticciolo di Barcola è stato un ritrovamento decisamente inatteso: in quella zona non vi è mai stata infatti attività bellica diretta e il bunker non è mai entrato in funzione. È quindi plausibile che, considerando l'origine delle munizioni e la storia di Trieste, gli ordigni siano stati abbandonati al momento del ritiro delle truppe britanniche".

Facendo il punto sulle prossime fasi dell'intervento, l'assessore ha chiarito che "ora si procederà con il cosiddetto "debombing": i tecnici sono al lavoro su un progetto operativo e la Regione ha già le risorse necessarie per effettuare una verifica bellica completa dell'area,  così da escludere la presenza di ulteriori ordigni. Stiamo effettuando lavori e opere attese da decenni a Trieste e l'impegno politico, amministrativo ed economico della Regione è massimo per superare tutti gli imprevisti. L'Amministrazione regionale sta facendo tutto quanto è in suo potere per accelerare le operazioni, ma è difficile in questo momento tracciare un orizzonte temporale chiaro, perché i soggetti sono molti: le ditte impegnate nei dragaggi, quelle specializzate nelle bonifiche, l'Esercito e la Marina militare". Scoccimarro ha infine sottolineato che "fortunatamente gli accertamenti compiuti dal Genio Guastatori hanno appurato che non si tratta di ordigni risalenti alla Prima Guerra Mondiale, circostanza che avrebbe potuto rallentare ulteriormente le operazioni di bonifica a causa della possibile presenza di gas tossici".
 

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