Nella Giornata mondiale del veganismo (World Vegan Day), che ricorre ogni primo di novembre, il centro di Trieste si sveglia con slogan e immagini che promuovono l’adozione di una dieta a base vegetale e di uno stile di vita vegano. Lasciati durante un’azione di chalktivism, ovvero di attivismo realizzato con l’uso di gessetti (in inglese chalks) da attivistə di Vegan Meetup Trieste, Animal Rebellion Italia e Fridays For Future Trieste nella notte di Halloween, tra Piazza della Borsa e Piazza Goldoni, i messaggi sottolineano gli orrori delle industrie zootecniche.
“Nell notte più spaventosa dell’anno, abbiamo voluto riempire alcune zone del centro con messaggi e disegni che sottolineano la paurosa realtà che si cela dietro alla produzione e al consumo di prodotti di origine animale in modo che fossero visibili oggi, per celebrare scelte alimentari e stili di vita più compassionevoli in onore del World Vegan Day. Ogni anno, a livello globale, più di 88 miliardi di animali terrestri e 1 trilione di pesci sono uccisi a scopo alimentare. Se uccidessimo gli esseri umani allo stesso ritmo con cui uccidiamo gli animali ci estingueremmo in 17 giorni. Oltre alla questione etica legata al consumo di esseri senzienti, l’allevamento intensivo è una delle principali cause di emissioni di gas serra, d’inquinamento dell’aria e dell’acqua, della deforestazione e del degrado del suolo, della perdita di biodiversità. Non solo, Il consumo di carne e derivati animali è legato ad un aumento del rischio di contrarre malattie cardiovascolari; quello di pesce al rischio di intossicazione da metalli pesanti. Un recentissimo studio della Vrije Universiteit Amsterdam ha segnalato per la prima volta una contaminazione da microplastiche nella carne di manzo e di maiale, oltre che nel sangue di mucche e maiali degli allevamenti. Una volta di più emerge quanto questo sistema produttivo e alimentare sia anti-etico, insostenibile e malsano. Passare a sistemi alimentari a base vegetale è un imperativo per tutelare la vita e il benessere nostri, del Piante e di chi lo abita con noi” – spiegano lə attivististə.
Alcuni dati:
Gli animali allevati vengono regolarmente sottoposti a pratiche crudeli ma del tutto legali - quali amputazioni, inseminazione artificiale, selezione genetica, ecc. - per adattarli ai sistemi produttivi: https://animalequality.it/blog/tutte-le-crudelta-degli-allevamenti-e-dei-macelli/
Il 60% della biomassa dei mammiferi sul pianeta è costituito da bovini e suini da allevamento, il 36% da umani e appena il 4% da mammiferi selvatici, mentre il 70% della biomassa degli uccelli del pianeta è pollame da allevamento.
Secondo la FAO, l’allevamento intensivo è responsabile per il 14,5%-16,5% delle emissioni di gas serra antropiche a livello globale, più dei livelli di emissioni dell’intero settore dei trasporti.
Secondo i ricercatori dell'Università di Oxford eliminare carne e latticini dalla propria dieta permette di ridurre la propria impronta ecologica derivante dal cibo fino al 73%.
La produzione di carne, uova, latticini e l’acquacoltura è inefficiente, occupando l’83% dei terreni agricoli mondiali, fornendo solo il 37% delle proteine e il 18% delle calorie.
L’Osservatorio Just Eat conferma un’evidente crescita di ristoranti specializzati in cucina vegana a Trieste, che registrano +15% nel 2021, dopo già un’importante crescita nel 2020 (+82%).