Rotta balcanica, Cisint: "Va azzerata, servono controlli più efficaci ai confini esterni dell'Ue"

Un sopralluogo al Parco Piuma e un incontro istituzionale con i vertici della Polizia di Frontiera per affrontare il tema della rotta balcanica e della gestione dei flussi migratori lungo il confine orientale. È quanto ha fatto oggi l'eurodeputata della Lega Anna Maria Cisint, affiancata da amministratori e consiglieri comunali del partito.
Il sopralluogo al Parco Piuma
Durante la visita al Parco Piuma, Cisint ha richiamato l'attenzione sulla presenza di gruppi di richiedenti asilo che, secondo quanto riferito dall'europarlamentare, frequentano stabilmente l'area.
Per Cisint questa situazione rappresenta una conseguenza diretta dei flussi della rotta balcanica e richiede un intervento volto a eliminare gli accampamenti e a ridurre l'impatto dell'immigrazione irregolare sul territorio.
L'incontro con la Polizia di Frontiera
Successivamente l'eurodeputata si è recata nella sede di Casa Rossa, dove ha incontrato il direttore della IV Zona della Polizia di Frontiera per Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige, Gianluca Grego.
Al centro del confronto, le modalità per rendere più efficaci le procedure di identificazione, trattenimento e rimpatrio degli immigrati irregolari, anche alla luce delle modifiche introdotte a livello europeo sul Patto Migrazione e Asilo e sul nuovo regolamento dedicato ai rimpatri.
"Servono strumenti adatti ai confini terrestri"
Secondo Cisint, il confine orientale presenta caratteristiche differenti rispetto agli sbarchi via mare, rendendo più complessa l'attività delle Forze dell'Ordine.
Per questo motivo ha annunciato di essersi attivata con il Governo e con il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni per individuare misure specifiche dedicate alla frontiera con la Slovenia, ipotizzando anche un incontro operativo da organizzare a Gorizia.
La richiesta di rafforzare Frontex
L'eurodeputata ha ribadito che, a suo avviso, la priorità resta quella di rafforzare la protezione dei confini esterni dell'Unione Europea.
Tra le proposte illustrate figurano un maggiore impiego di uomini e mezzi da parte di Frontex e, dove ritenuto necessario, la realizzazione di barriere fisiche lungo alcune tratte del confine esterno dell'Unione, in particolare tra Bosnia e Croazia.
Secondo Cisint, l'obiettivo deve essere quello di evitare che il confine tra Italia e Slovenia diventi il principale punto di ingresso dei flussi migratori diretti verso l'Europa occidentale.
La posizione sui controlli alle frontiere
Nel corso della visita è stato affrontato anche il tema dei controlli al confine conseguenti alla sospensione di alcune disposizioni di Schengen.
L'europarlamentare ha espresso sostegno alla linea del Governo, sottolineando il lavoro svolto dalle Forze dell'Ordine e ricordando che, secondo i dati da lei citati, nella sola provincia di Gorizia sono stati rintracciati oltre 6.000 immigrati irregolari ed effettuati circa 2.200 respingimenti dall'introduzione dei controlli.
Le dichiarazioni riportate nell'articolo esprimono le posizioni dell'eurodeputata Anna Maria Cisint.
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