«Una società spaventata dai propri giovani»: USB interviene sulle vetrine blindate a Trieste

«Si blindano le vetrine, ma chi protegge il futuro di una generazione?». È la domanda con cui USB Trieste interviene nel dibattito sulle protezioni adottate da alcuni negozi del centro in vista di una possibile manifestazione.
Il sindacato richiama un cartello con la scritta «Chiuso per manifestazione», comparso sulla vetrina di un’attività in corso Italia, e la presenza di pannelli davanti ad altre vetrine. Misure che USB interpreta come il simbolo di «una società spaventata dai propri giovani».
«Il disagio non è soltanto ordine pubblico»
Nella propria analisi, USB contesta quello che definisce «un clima di inutile paura», sostenendo che il disagio sociale dei giovani venga affrontato esclusivamente come una questione di ordine pubblico.
«Una generazione che avrebbe bisogno di protezione, di scuola, di cultura e di tutele sociali viene invece rappresentata come una minaccia da cui proteggersi», afferma il sindacato.
Il punto centrale della critica riguarda dunque il modo in cui vengono lette e affrontate le difficoltà delle nuove generazioni: per USB, l’attenzione deve concentrarsi anche sulle condizioni materiali e sulle cause del disagio.
Affitti, salari e accesso alle cure
Il comunicato contrappone all’allarme per le vetrine la condizione dei giovani che vivono in famiglie in difficoltà economica, non riescono a sostenere le spese per l’affitto o i libri scolastici, oppure lavorano senza uscire dalla povertà.
USB richiama anche la situazione di chi deve scegliere tra fare la spesa e curarsi. «Questa è la vera emergenza sociale», sostiene, chiedendo che questi problemi ricevano maggiore attenzione.
Secondo il sindacato, si tratta di difficoltà che non possono trovare risposta nelle serrande abbassate o nell’aumento della paura.
La richiesta di investire nella prevenzione
«Una società che investe più nella repressione del disagio che nella sua prevenzione è una società che ha completamente rinunciato ad affrontarne le cause», scrive USB.
La posizione espressa è quella di rafforzare le risposte sociali, mettendo al centro scuola, cultura, diritti e condizioni di lavoro. Il sindacato lega così la discussione sulla sicurezza alla necessità di offrire prospettive ai giovani e tutele a chi affronta difficoltà quotidiane.
Il 30 ottobre appuntamento al Varco 4
Nel messaggio, USB annuncia la propria partecipazione allo sciopero del 30 ottobre contro il carovita e il riarmo, per l’aumento dei salari e per rivendicare dignità e futuro per lavoratori e nuove generazioni.
A Trieste il concentramento è previsto alle 9 al Varco 4.
«Le vetrine si potranno pure proteggere con una serranda abbassata. Ma il futuro di una generazione si protegge soltanto rivendicandone i diritti», conclude USB Trieste.
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