Trieste, vetrine protette in via Imbriani. Leoni: «È questa la normalità che dobbiamo accettare?»

«È questa la “normalità” che dobbiamo accettare?», domanda, contestando l’idea che le attività commerciali debbano ricorrere a protezioni per fronteggiare il timore di danneggiamenti.
«Una sconfitta inaccettabile per lo Stato»
Leoni descrive la presenza dei pannelli come un’immagine che, a suo giudizio, richiama situazioni di forte tensione nelle grandi metropoli. Da qui la critica alle istituzioni: «È una sconfitta inaccettabile per lo Stato e per le istituzioni».
Secondo il responsabile giovanile, la sicurezza di chi apre ogni giorno un’attività deve rappresentare una garanzia fondamentale. Nel suo ragionamento, la necessità di proteggere le vetrine mette in discussione proprio questa garanzia.
Leoni parla di un «cortocircuito pericoloso», denunciando il rischio che i commercianti si sentano costretti a provvedere autonomamente alla propria difesa.
Il messaggio esposto da Sephora
In via Imbriani, le immagini del punto vendita Sephora mostrano pannelli di legno davanti alle vetrine e un avviso rivolto alla clientela: «La vostra sicurezza è la nostra priorità».
Il cartello spiega che, «a seguito dei recenti eventi», sono state adottate misure temporanee di protezione per clienti e personale, senza specificare gli episodi richiamati o indicare minacce rivolte al negozio.
È su questa immagine che si concentra l’intervento politico di Leoni, che lega le protezioni al timore di possibili disordini e devastazioni.
La richiesta di ordine e tutela per i commercianti
«La misura è colma», afferma Leoni, indicando come priorità l’ordine pubblico, il contrasto ai comportamenti violenti e la protezione dei cittadini e delle attività economiche.
Il responsabile di Futuro Nazionale Giovani Trieste invoca «tolleranza zero contro i facinorosi» e conclude con un richiamo al significato quotidiano della sicurezza: «Non possiamo accettare che la paura diventi la normalità».
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