Trieste scende in piazza per l’Iran: il PD aderisce al presidio: “solidarietà a chi lotta contro il regime”

Trieste torna a essere luogo di mobilitazione civile e politica. Con un comunicato diffuso in data 16 gennaio 2026, il Partito Democratico di Trieste annuncia la propria adesione e partecipazione al presidio organizzato dalla comunità iraniana locale, in programma sabato 17 gennaio alle ore 11.00 in Piazza della Borsa.
L’iniziativa nasce per sostenere l’autodeterminazione del popolo iraniano ed esprimere solidarietà a tutte le persone che, in Iran, stanno manifestando contro il regime di Teheran.
Il messaggio: solidarietà a chi manifesta “pagando un prezzo altissimo”
Nel comunicato, il PD triestino sottolinea come da tempo sia al fianco di chi in Iran lotta per libertà, democrazia e diritti fondamentali, ricordando il prezzo che molti stanno pagando in termini di repressione, arresti, torture e uccisioni.
Il testo parla di un contesto segnato dalla violenza e dalla sistematicità della repressione, che colpisce in particolare donne e giovani, descritti come tra i bersagli principali delle politiche del regime.
Il richiamo a “Donna, vita, libertà” e il legame con Shady Alizadeh
Uno dei punti centrali del comunicato è il riferimento al movimento “Donna, Vita, Libertà”, definito simbolo di una rivolta civile capace di scuotere l’opinione pubblica internazionale.
Il PD evidenzia inoltre un legame costruito nel tempo attraverso il rapporto con Shady Alizadeh, avvocata italo-iraniana e attivista del movimento, ospite in più iniziative organizzate dal partito. Un percorso che, viene sottolineato, avrebbe mantenuto costanti dialogo e confronto.
Le parole citate: “basta bombe in nome della libertà”
Nel comunicato compaiono anche parole attribuite a Shady Alizadeh, con un passaggio che punta dritto al cuore del dibattito internazionale: sostenere la lotta del popolo iraniano, si legge, significa farlo nel rispetto della loro capacità di guidare la propria rivoluzione verso la libertà, senza interventi esterni che possano alimentare nuove guerre.
Un messaggio che rivendica l’autodeterminazione, ma anche la necessità di non “strumentalizzare” la libertà con logiche di conflitto.
La segretaria Paglia: “una posizione chiara, dalla parte dei diritti universali”
Il comunicato riporta anche una dichiarazione della segretaria del PD triestino Maria Luisa Paglia, che collega la presenza al presidio alla necessità di ribadire una posizione netta: schierarsi dalla parte di chi manifesta per libertà e democrazia, dalla parte di chi rifiuta la violenza come strumento di governo e di chi chiede diritti universali senza compromessi.
Il testo insiste su un concetto chiave: non restare in silenzio di fronte a una repressione definita sistematica. La solidarietà, viene scritto, non sarebbe soltanto un gesto simbolico, ma una responsabilità politica e morale.
L’appello alla città: “la libertà si difende anche stando in piazza”
Nella parte finale il Partito Democratico invita apertamente cittadine e cittadini a partecipare e a far sentire la propria voce. Il richiamo conclusivo è diretto e pensato per coinvolgere: “la libertà non ha confini e la democrazia si difende anche stando in piazza”.
L’appuntamento, dunque, è fissato: sabato 17 gennaio alle 11.00 in Piazza della Borsa, nel cuore di Trieste.
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