Trieste, rifugi climatici nel mirino del Pd: «Vogliono prendere in giro i cittadini?»

I cosiddetti rifugi climatici installati in piazza della Borsa e in altre aree del centro di Trieste finiscono al centro di una nuova polemica politica.
La consigliera del Partito Democratico Marina Coricciati, in IV Circoscrizione, ha presentato un’interrogazione indirizzata all’assessore al Verde Pubblico per chiedere chiarimenti sull’efficacia dell’intervento e sui relativi costi.
Al centro delle critiche ci sono le fioriere metalliche da 120x120 centimetri, costate complessivamente circa 50mila euro, che ospitano alberature che, secondo Coricciati, al momento non sarebbero in grado di garantire un ombreggiamento significativo.
«Vogliono prenderci in giro così?»
La consigliera usa toni molto duri.
«Ma davvero l’Amministrazione pensa di prenderci in giro così? Sembra di essere di fronte al classico greenwashing riuscito male», afferma.
Secondo Coricciati, presentare queste installazioni come rifugi climatici rischia di creare aspettative superiori alla loro reale capacità di mitigare il caldo.
«Ci vendono come “rifugi climatici” delle fioriere metalliche con alberelli dalla chioma a oggi inesistente che, se va bene e sopravviveranno, faranno un po’ d’ombra nel 2030».
Il tema dell’isola di calore
La critica si inserisce in un ragionamento più ampio sulla gestione del verde urbano e sulle temperature sempre più alte in città.
Coricciati richiama il tema dell’isola di calore e sostiene che servano interventi strutturali, non soltanto soluzioni temporanee.
Nella sua nota mette in relazione i rifugi climatici con il tema delle alberature urbane e con la necessità, a suo giudizio, di aumentare concretamente il verde in piena terra.
«Servono de-paving e vere piantumazioni»
La proposta della consigliera è chiara.
«Servono fatti concreti: de-paving e vere piantumazioni in piena terra», afferma.
Secondo Coricciati, se anche si decidesse di utilizzare alberi temporanei, questi dovrebbero almeno essere già dotati di una chioma capace di produrre ombra fin da subito.
La critica è quindi rivolta soprattutto all’efficacia immediata dell’intervento e alla sua capacità reale di rispondere alle giornate di caldo intenso.
La richiesta sui costi di manutenzione
L’interrogazione chiede anche maggiore trasparenza sui costi futuri.
Coricciati vuole sapere quanto costerà mantenere queste strutture e quali garanzie ci siano sulla loro effettiva utilità nel tempo.
Il punto, secondo la consigliera, è capire se l’investimento possa produrre benefici concreti oppure se si tratti di un intervento più simbolico che strutturale.
La polemica politica si allarga
Coricciati collega infine il tema dei rifugi climatici anche ad altre scelte ambientali dell’Amministrazione, richiamando l’ovovia e contestando più in generale l’approccio della Giunta sul verde.
Il giudizio politico è netto: «Trieste ha bisogno di azioni concrete, non dell’ennesima propaganda».
L’interrogazione porta così il caso dei rifugi climatici dentro la IV Circoscrizione, dove ora si attende una risposta sui costi, sulla manutenzione e soprattutto sull’effettiva capacità delle nuove alberature mobili di incidere sul caldo urbano.
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