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Cronaca

Musica dal vivo a Trieste, allarme Mauro Manni: «Una realtà che sta andando a scemare». (VIDEO)

Luca Marsi·
Musica dal vivo a Trieste, allarme Mauro Manni: «Una realtà che sta andando a scemare». (VIDEO)

Non soltanto discoteche e DJ set. Nel dibattito sulla vita notturna di Trieste emerge un'altra questione che riguarda direttamente musicisti, locali e organizzatori: lo spazio sempre più difficile da trovare per la musica dal vivo.

A sollevare il problema durante “Movida, eventi e... sicurezza” è stato Mauro Manni, raccontando anche la propria esperienza con una band e mettendo a confronto le possibilità offerte ai DJ con quelle disponibili per chi propone musica live.

«Abbiamo creato un qualcosa di bello. Abbiamo avuto un riscontro esagerato», ha raccontato Manni. Poi il punto centrale: «Per le band non ci sono tanti sbocchi».

Manni: «Sta andando a scemare una fonte di divertimento»

La questione, per Manni, va oltre la propria esperienza personale.

«Io parlo sempre di una fonte di divertimento che sta andando a scemare per tutta una serie di cose», ha spiegato.

Il confronto con il passato è inevitabile: «Tempo fa si faceva tanta roba, tantissima roba».

Oggi, invece, organizzare un appuntamento con musica live appare più complicato. Manni riconosce il problema dell'impatto acustico, ma sottolinea come il risultato finale sia comunque una riduzione delle opportunità.

«È difficoltoso e quindi è una realtà», ha sintetizzato.

Rebek: «La musica dal vivo ha un impatto acustico completamente diverso»

Stefano Rebek ha individuato proprio nel rumore uno dei principali ostacoli.

«La musica dal vivo ha un impatto acustico completamente diverso», ha osservato.

La presenza di una voce e di una chitarra può già cambiare significativamente la situazione, mentre basso e batteria aumentano ulteriormente l'impatto.

Rebek ha ricordato anche un episodio che, secondo il suo racconto, si sarebbe verificato in via Battisti, dove un locale aveva tentato di proporre musica live nel tardo pomeriggio.

Il suo giudizio è netto: «Non è facile far live».

Il rischio per i gestori

Il vero problema diventa quindi l'investimento.

Un gestore deve sostenere costi per organizzare una serata, coinvolgere musicisti e preparare il locale, senza avere necessariamente la certezza di riuscire a portare a termine l'appuntamento.

Rebek lo ha espresso attraverso una propria stima: «Se io dovessi avere un locale e dovessi investire in una musica live, ho il rischio secondo me del 70% che mi interrompono la serata ancora prima di iniziare o nei primi dieci minuti».

Una percentuale che rappresenta la valutazione personale dell'opinionista, ma che rende bene la percezione di incertezza descritta durante il dibattito.

Manni e la questione della tolleranza

Manni ha collegato immediatamente il problema a un'altra parola chiave: tolleranza.

La difficoltà della musica dal vivo diventa così uno dei simboli del più ampio confronto sulla convivenza tra intrattenimento, locali e residenti.

Da una parte c'è la necessità di tutelare chi vive nelle zone interessate. Dall'altra, secondo gli ospiti, esiste il rischio che vincoli e conflitti rendano sempre meno conveniente investire in alcune forme di spettacolo.

Una forma di intrattenimento da non perdere

Il tema assume un peso particolare perché una band non rappresenta semplicemente una versione alternativa del DJ set.

Dietro la musica live ci sono musicisti, gruppi, prove e una cultura dell'esibizione dal vivo che necessita di spazi nei quali potersi sviluppare.

Ed è esattamente questo il problema posto da Manni: se quegli spazi diminuiscono, non si restringe soltanto il calendario della movida, ma anche una parte dell'offerta culturale e musicale cittadina.

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