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Politica

Trieste, il PD attacca sul SangioFest: “La festa del rione non può diventare una vetrina politica”

redazione·
Trieste, il PD attacca sul SangioFest: “La festa del rione non può diventare una vetrina politica”

Si accende il dibattito politico attorno al SangioFest organizzato nel rione di San Giovanni. Attraverso una nota congiunta, la consigliera comunale del Partito Democratico Valentina Repini e le consigliere circoscrizionali Silvia Marinkovič e Rossana Zagaria esprimono infatti forte preoccupazione per le modalità con cui si è svolta l'iniziativa.

Secondo le esponenti democratiche, una manifestazione dedicata al patrono del quartiere dovrebbe rappresentare un momento di incontro, partecipazione e condivisione aperto all'intera comunità.

Le tre consigliere sostengono invece che quanto accaduto avrebbe evidenziato «il tentativo di trasformare un appuntamento collettivo in una vetrina di propaganda politica riconducibile a Fratelli d'Italia».

Le critiche sul coinvolgimento della circoscrizione

Nel comunicato viene inoltre contestata la gestione organizzativa dell'evento.

Repini, Marinkovič e Zagaria affermano infatti di ritenere grave che il Consiglio circoscrizionale, indicato tra i soggetti promotori dell'iniziativa, non sia stato adeguatamente informato né coinvolto nell'organizzazione.

Secondo quanto riportato nella nota, al di là di alcuni contatti definiti formali e privi di reale efficacia, non vi sarebbe stato un effettivo percorso di confronto e coprogettazione con gli organi circoscrizionali, le associazioni del territorio e i cittadini del quartiere.

Il tema della partecipazione della comunità

Un altro punto evidenziato riguarda il coinvolgimento delle realtà locali.

Le esponenti del Partito Democratico sostengono che sarebbe mancata una partecipazione ampia e rappresentativa delle associazioni e delle realtà che operano quotidianamente nel rione di San Giovanni.

Particolare attenzione viene posta alla comunità slovena, che secondo le firmatarie rappresenta una componente storica e fondamentale dell'identità del quartiere.

Nella loro valutazione, una manifestazione che si propone come espressione dell'intera comunità dovrebbe necessariamente prevedere il coinvolgimento di tutte le sue componenti sociali, culturali e linguistiche.

“Le istituzioni non siano strumenti di parte”

Nel comunicato viene inoltre espresso dissenso rispetto a quello che le consigliere definiscono un metodo non condivisibile.

Secondo Repini, Marinkovič e Zagaria, le istituzioni dovrebbero essere luoghi di partecipazione, trasparenza e confronto, e non strumenti utilizzati a vantaggio di una singola forza politica.

Le esponenti democratiche manifestano inoltre contrarietà all'utilizzo della comunità parrocchiale e della festa del patrono come occasione di costruzione del consenso politico.

A loro giudizio, la parrocchia sarebbe stata coinvolta nell'iniziativa senza essere pienamente consapevole della valenza politica che alcuni soggetti avrebbero attribuito all'evento.

Il riferimento alla presenza slovena nel quartiere

Nel documento viene infine richiamata la vicenda relativa alla sezione slovena del nuovo asilo di San Giovanni.

Le consigliere sottolineano quella che definiscono una contraddizione, evidenziando come gli stessi esponenti di Fratelli d'Italia che oggi si presenterebbero come rappresentanti dell'intera comunità del quartiere si siano in passato opposti all'istituzione della sezione slovena.

“San Giovanni appartiene ai cittadini”

La nota si conclude con un messaggio politico chiaro.

Repini, Marinkovič e Zagaria ribadiscono che San Giovanni non appartiene ad alcun partito, ma ai cittadini, alle associazioni, alle realtà culturali, sportive, religiose e sociali che quotidianamente contribuiscono alla vita del quartiere.

Secondo le tre esponenti del Partito Democratico, le feste di quartiere devono rappresentare occasioni di unione, valorizzazione della comunità e partecipazione condivisa, senza trasformarsi in strumenti di costruzione del consenso politico o di contrapposizione tra schieramenti.

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