Trieste, caso fioriere in centro: Pucci (PD), «50mila euro e già sostituzioni, serve fare chiarezza»

Un’interpellanza per chiedere conto delle fioriere con alberi installate nel centro storico di Trieste, dei criteri che hanno portato alla scelta del progetto, delle criticità emerse a poche settimane dalla posa e dell’utilizzo di 50mila euro per 13 alberi. A depositarla è la consigliera comunale del Partito Democratico Rosanna Pucci, che chiama direttamente in causa l’assessore Michele Babuder.
Nel mirino finiscono le installazioni di piazza Ponterosso, piazza della Borsa e piazza Venezia, pensate per creare nuovi punti d’ombra e migliorare la vivibilità degli spazi cittadini. Secondo Pucci, però, alcuni alberi si sarebbero già seccati, altri si sarebbero piegati e sarebbe stato necessario procedere a delle sostituzioni.
«50mila euro per 13 alberi e già evidenti criticità»
«Siamo di fronte a un intervento che è costato 50 mila euro per 13 alberi e che, già nella sua fase iniziale, presenta evidenti criticità», afferma Pucci.
La consigliera sottolinea soprattutto quello che considera il mancato raggiungimento dell’obiettivo principale del progetto.
«Alcune piante si sono seccate, altre si sono piegate e devono essere sostituite. Ma soprattutto non hanno svolto la funzione per cui erano state acquistate: creare punti d’ombra nel centro storico».
È proprio su questo aspetto che l’interpellanza cerca di fare chiarezza, chiedendo quali valutazioni siano state effettuate dall’amministrazione prima di procedere con l’intervento.
Pucci chiede quali alternative siano state valutate
Uno dei punti centrali riguarda le possibili alternative alla soluzione poi adottata.
Pucci vuole sapere dall’assessore Babuder quali altre ipotesi progettuali siano state prese in considerazione, quali caratteristiche avessero e soprattutto per quale motivo siano state successivamente scartate.
La richiesta politica è quella di ricostruire il percorso che ha condotto alla scelta delle attuali fioriere, verificando se il progetto sia stato considerato il più efficace anche sotto il profilo della capacità di creare ombra e della sua tenuta nel tempo.
Il caso della disposizione degli alberi a Ponterosso
L’interpellanza entra poi nel dettaglio della collocazione delle strutture.
Secondo Pucci, nella relazione progettuale sarebbe presente un’immagine indicativa di piazza Ponterosso nella quale gli alberi risultano disposti parallelamente a via Roma. L’installazione effettivamente realizzata sarebbe invece differente, con le fioriere posizionate nei pressi del monumento del Tallero dedicato a Maria Teresa d’Asburgo.
«Anche questo aspetto merita una spiegazione», sostiene la consigliera, che chiede di conoscere le motivazioni della diversa collocazione rispetto a quella rappresentata nella documentazione.
«Come intende rimediare alle criticità?»
La questione non riguarda soltanto ciò che è stato fatto, ma anche ciò che succederà nei prossimi mesi.
Pucci chiede infatti all’assessore Babuder come l’amministrazione intenda intervenire sulle criticità emerse e se vi sia la volontà di proseguire con il progetto.
Dalla documentazione richiamata dalla consigliera emergerebbe infatti il carattere permanente dell’installazione. Per questo il PD vuole capire se, alla luce dei problemi segnalati, l’amministrazione ritenga ancora valido il modello scelto.
«Non è solo qualche albero che non ha attecchito»
Pucci allarga poi il ragionamento alla gestione del denaro pubblico.
«Non si tratta soltanto di discutere di qualche albero che non ha attecchito», afferma, «ma di chiedere conto delle scelte politiche e amministrative che stanno dietro a un investimento di denaro pubblico».
Secondo la consigliera, se un progetto viene presentato con l’obiettivo di creare ombra e migliorare la vivibilità delle piazze e poi mostra immediatamente problemi di manutenzione, sostituzione e funzionalità, è necessario fermarsi e verificare cosa non abbia funzionato.
Il richiamo anche ai “cassonetti intelligenti”
La consigliera collega il caso delle fioriere a una valutazione più ampia sull’azione dell’assessore Babuder, richiamando anche le criticità già evidenziate in passato sul progetto dei cosiddetti “cassonetti intelligenti”.
«Dopo le criticità emerse su altri progetti, ci chiediamo quale sia la linea politica dell’assessore e con quali criteri vengano individuate e portate avanti determinate soluzioni», sostiene Pucci.
Il nodo, secondo l’esponente del PD, è la necessità di garantire ai cittadini trasparenza sulle modalità con cui vengono utilizzate le risorse pubbliche e sulle valutazioni che precedono interventi destinati a modificare lo spazio urbano.
«Sono favorevole a una città più verde, ma servono soluzioni efficaci»
Pucci precisa di non contestare l’obiettivo di aumentare il verde e migliorare il comfort climatico nel centro cittadino.
«Sono favorevole a una città più verde e più vivibile, con infrastrutture climatiche ben concepite per il contesto urbano in cui poi verranno installate», afferma.
La critica riguarda invece l’efficacia delle soluzioni scelte: «Proprio per questo bisogna scegliere soluzioni efficaci e progetti che funzionino davvero, non interventi che sulla carta sembrano belli e poi nella realtà mostrano immediatamente tutte le loro criticità».
«Babuder venga in Consiglio e ci spieghi»
La conclusione dell’interpellanza è una richiesta politica diretta.
«Babuder venga in Consiglio e ci spieghi», afferma Pucci. «Ci spieghi perché è stato scelto questo progetto, perché sono state scartate eventuali alternative, perché la collocazione degli alberi realizzata è diversa da quella rappresentata nella relazione e, soprattutto, come intende rimediare a quello che oggi appare come un evidente insuccesso».
Il tema, per la consigliera, resta quello della responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche.
«50 mila euro non sono una cifra irrilevante. E quando si utilizzano soldi pubblici, prima di continuare sulla stessa strada bisogna avere il coraggio di riconoscere ciò che non ha funzionato e correggere la rotta».
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