Trieste, ASGRI al Prefetto: “Sirene e lampeggianti blu alle guardie giurate per salvare vite”
Trieste torna al centro del dibattito sulla sicurezza urbana e sociale. Dopo la recente sanzione a una pattuglia di un servizio dedicato all'ssistenza, l’Associazione Sindacale Guardie Riunite d’Italia (ASGRI) ha formalmente presentato al Prefetto di Trieste una richiesta ufficiale: autorizzare l’uso del lampeggiante blu e del segnale acustico bitonale sui veicoli impiegati in questo servizio essenziale.
Per ASGRI, il riconoscimento di strumenti di emergenza come lampeggiante e sirena non rappresenta un privilegio, ma una necessità operativa per salvaguardare vite e sicurezza.
i motivi della richiesta
L’associazione sindacale motiva la propria istanza con tre ordini di ragioni:
- 🛡️ Operative e di sicurezza – La possibilità di segnalare visivamente e acusticamente gli interventi urgenti consentirebbe di ridurre i tempi di percorrenza e prevenire incidenti durante gli spostamenti rapidi, garantendo una maggiore tutela sia per gli operatori sia per gli utenti in difficoltà.
- ⚖️ Giuridiche e istituzionali – Il servizio è assimilabile a un servizio di pubblica utilità, quindi compatibile con quanto previsto dall’art. 177 del Codice della Strada. In diverse province italiane, servizi analoghi svolti da istituti di vigilanza privata hanno già ottenuto autorizzazioni simili.
- 👥 Sociali e di impatto pubblico – La funzione di questo tipo di servizi di assistenza è quella di presidio notturno e di sostegno costante alle fasce più vulnerabili della cittadinanza. L’autorizzazione al lampeggiante blu e alla sirena accrescerebbe la riconoscibilità del servizio, rafforzandone il valore sociale e la legittimazione pubblica.
il contesto triestino
Il tema è particolarmente sensibile a Trieste, città che negli ultimi anni ha puntato su un modello di sicurezza urbana integrata, in cui pubblico e privato collaborano per garantire una rete più capillare di tutela del territorio. L’istanza di ASGRI si inserisce proprio in questo quadro, valorizzando il ruolo delle guardie giurate come anello di congiunzione tra istituzioni e cittadini.
Ora la parola passa al Prefetto, chiamato a valutare una richiesta che potrebbe segnare una svolta nella gestione dei servizi dedicati e, più in generale, nella percezione stessa della sicurezza sociale in città.
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