Trieste, Altin sul rendiconto 2025: “66 milioni fermi, la città non cresce”

Intervento critico da parte di Paolo Altin, capogruppo di Punto Franco in Consiglio comunale, sul rendiconto 2025 del Comune di Trieste. Secondo quanto dichiarato, la situazione delle casse comunali evidenzierebbe una difficoltà nella gestione delle risorse disponibili.
“Casse cresciute ma risorse non utilizzate”
“In due anni le casse comunali sono lievitate di 66 milioni già al netto di 48 milioni di euro di mutui rimborsati”, ha affermato Altin, sottolineando come questo dato rappresenti, a suo avviso, un segnale di incapacità nel mettere a terra le risorse.
Il capogruppo ha inoltre evidenziato che questo scenario si verifica “con il massimo livello di addizionale comunale Irpef consentito dalla legge”.
Critiche su opere e progetti
Nel suo intervento, Altin ha citato una serie di interventi ritenuti problematici: “Aquario Marino, Tram, Galleria di Montebello, Museo del Mare e, su tutti, l’ovovia”.
Secondo quanto dichiarato, proprio quest’ultima opera contribuirebbe a bloccare importanti risorse. “Tiene bloccati 30 milioni ‘puliti’ derivanti dalla vendita de Carciotti e da riserve di bilancio: soldi che fino alla primavera 2027 non potremo toccare”, ha spiegato.
I fondi PNRR e i progetti in bilico
Altin ha poi richiamato l’attenzione su ulteriori risorse ferme, legate ai finanziamenti del PNRR. “Per non parlare dei 21 milioni che blocchiamo perché probabilmente perderemo i fondi PNRR sul progetto Pinqua di San Giovanni e sul recupero della Sauro Spaccini”, ha dichiarato.
Un passaggio che evidenzia, secondo il capogruppo, criticità nella gestione dei progetti finanziati a livello nazionale.
“Messaggi sbagliati alla cittadinanza”
Nel suo intervento, Altin ha espresso anche una valutazione politica sull’operato dell’amministrazione. “La destra governa ovunque e nella stagione più ricca degli ultimi due decenni ma non è capace di azioni all’altezza delle aspirazioni e delle esigenze della città”, ha affermato.
Infine, ha criticato la scelta di introdurre una sanatoria tributaria. “Si lanciano nella sanatoria tributaria, proiettandosi nella campagna elettorale e dando un messaggio sbagliato alla cittadinanza”, ha dichiarato.
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