Tanti giovani al corteo pro Pal, Postiglione: “Generazione coraggiosa”, Sossi: “Politica smetta di ignorarli” (VIDEO)

. La seconda parte della diretta serale di Trieste Cafe, condotta da Luca Marsi, ha acceso i riflettori su uno degli aspetti più significativi del corteo pro Palestina che ha attraversato la città: la massiccia partecipazione dei giovani. Mai come in questa occasione, migliaia di studenti delle scuole superiori e universitari hanno scelto di esserci, trasformando la protesta in un segnale generazionale potente e difficile da ignorare.
“Sono fiero della mia generazione” ha dichiarato Samuel Postiglione, portavoce della Rete Studenti Medi. Lo studente ha sottolineato come molti suoi coetanei abbiano scelto di scioperare, non per starsene a casa, ma per dare voce alla causa palestinese. Un gesto che, secondo lui, dimostra maturità e consapevolezza politica, oltre a segnare un cambio di passo rispetto all’immagine stereotipata di una gioventù disinteressata.
Al suo fianco, Enrico Sossi del Movimento 5 Stelle, che ha partecipato al corteo senza sventolare simboli di partito: «Per rispetto della piazza e per non politicizzarla», ha spiegato. Una scelta che non ha escluso, però, il richiamo al ruolo fondamentale che la politica istituzionale deve avere: riconoscere lo Stato palestinese e ripensare i rapporti istituzionali con Israele.
Durante la trasmissione è emersa con forza la riflessione su un nodo cruciale: il rapporto dei giovani con la politica. “Il tema della Palestina ha acceso la miccia”, ha ribadito Postiglione, indicando come proprio da questa battaglia possa partire una nuova stagione di mobilitazione studentesca. Non solo per il Medio Oriente, ma anche per i temi più vicini alla vita quotidiana degli studenti: edilizia scolastica, caro libri, psicologi a scuola, trasporti.
Sossi ha concordato sulla difficoltà che la politica ha nel recepire la voce dei giovani, facendo autocritica: «Spesso anche i giovani che fanno politica finiscono col parlare agli anziani, che sono l’elettorato più attivo. Ma se le istituzioni restano popolate per l’80% da over 60, sarà sempre difficile avere una visione a lungo termine».
Postiglione ha rilanciato con una proposta radicale: una “quota generazionale” sul modello delle quote rosa, per garantire ai giovani la possibilità di incidere realmente nelle istituzioni.
Sul finale, entrambi hanno rimarcato la necessità di trasformare l’entusiasmo della piazza in azione concreta e continuativa. La Rete Studenti Medi ha già annunciato un’assemblea pubblica per venerdì, dedicata interamente al tema palestinese e alla pianificazione di nuove iniziative.
Un corteo che, al di là delle contestazioni e degli episodi marginali, resterà come il segnale di una generazione che ha scelto di alzare la voce.
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