Siulp Fvg: “La violenza rovina le giuste cause e trasforma i poliziotti in carne da cannone”

«La violenza cieca e brutale non ha nulla a che fare con la giusta protesta pacifica. Rovina le cause più nobili, le rende meno credibili e colpisce soprattutto chi ha giurato fedeltà alla Costituzione per difendere i cittadini». È questo il cuore del duro comunicato diffuso dal Siulp Friuli Venezia Giulia, all’indomani dei gravi disordini registrati a Trieste e in altre città italiane durante le manifestazioni pro Gaza.
Il sindacato di polizia ricorda che molti dei colleghi feriti «sono figli di operai, giovani che hanno scelto di servire lo Stato», definiti “carne da cannone” in balia della violenza scatenata da gruppi che nulla hanno a che vedere con la gran parte dei manifestanti pacifici. «Gli operatori di polizia – si legge nella nota – pagano in prima persona quel corto circuito che avviene nelle teste di chi pensa di farsi sentire usando la violenza».
Il Siulp sottolinea come le proteste pacifiche abbiano un valore irrinunciabile, specie quando chiedono la fine delle atrocità della guerra che colpiscono i più indifesi: bambini, donne, anziani, civili. «Ma chi approfitta di questi cortei per distruggere e aggredire – prosegue il sindacato – non si rende conto dell’immenso danno che infligge proprio a quella causa».
La segreteria regionale del Siulp, per voce di Fabrizio Maniago, ribadisce la condanna «ferma e totale» di ogni atto di violenza e rinnova la vicinanza ai colleghi feriti, oltre che a tutti coloro che, nonostante la «più grande carenza di personale mai affrontata», continuano a presidiare le strade senza orologio, con quello “supplemento d’anima” che da sempre contraddistingue la Polizia di Stato.
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