Siulp - Coisp: "Poliziotti non hanno bisogno di poteri straordinari, vogliono essere parte integrante della società democratica"

"La sovraesposizione mediatica inebria, galvanizza, entusiasma … ma può indurre ad avventurarsi in
limacciose dissertazioni che si prestano ad ambigua interpretazione, spesso frutto di mera
avventatezza dialettica piuttosto che da reale volontà di affermare concetti seri e rilevanti.
I poliziotti non hanno bisogno di poteri straordinari o immunità specifiche; vogliono essere parte
integrante della società democratica, non al di sopra della Legge, non temuti per essere autoritari
ma rispettati per essere autorevoli, forti di una indiscussa professionalità che tutti riconoscono.
Siulp e Coisp, che insieme rappresentano abbondantemente la maggioranza dei poliziotti triestini,
rifiutano la narrazione di una Polizia debole, timorosa, al limite dell’impotenza.
Questo messaggio, ormai fastidiosamente ridondante, non è funzionale alla legittima rivendicazione
di diritti e tutele a beneficio delle Forze dell’Ordine, ma produce l’unico risultato di intaccare la
fiducia nell’operatività del comparto sicurezza, alimentando inutilmente l’allarme sociale.
Chiediamo e rivendichiamo da sempre strumenti adeguati, strutture idonee, giusti riconoscimenti
contrattuali, organici proporzionati alle esigenze contingenti, effettività delle pene, rispetto e
maggiore considerazione, specialmente per quanto concerne la ferma condanna (formale e
sostanziale) agli episodi di violenza contro uomini e donne in uniforme.
Chiediamo anche che gli immigrati, verso i quali non nutriamo alcuna avversione pregiudiziale,
vengano concretamente seguiti nel percorso di inserimento sociale, evitando una marginalizzazione
che, sovente, genera le condizioni ideali affinché le fasce più disagiate finiscano per delinquere.
Ma, pur coscienti che la regressione socioculturale della nostra epoca ci mette davanti a nuove sfide
che necessitano di nuovi approcci, non abbiamo paura.
Possiamo ancora ampiamente garantire, con lo spirito di sacrificio che mai ci difetta, di essere in
grado di rispondere alle esigenze della cittadinanza; cittadinanza della quale vogliamo continuare ad
essere parte integrante e non elemento avulso che opera impunemente al di fuori del dettato
costituzionale, rievocando i film polizieschi anni 70 di Maurizio Merli.
Evidentemente qualcuno ama cavalcare la paura; forse per retaggi culturali personali, forse perché
la ritiene funzionale all’attuazione di strategie propagandistiche finalizzate al consenso. Ma si tratta
di voci minoritarie.
Noi preferiamo sensibilizzare la comunità sui nostri bisogni, rassicurandola parimenti sul fatto che
siamo ancora perfettamente in grado (pur tra mille difficoltà) di adempiere alla nostra missione".
A riferirlo le segretarie provinciali Siulp - Coisp
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