mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

“Sicurezza, ricetta da cambiare”: l’affondo di Punto Franco in Consiglio comunale

Luca Marsi·
“Sicurezza, ricetta da cambiare”: l’affondo di Punto Franco in Consiglio comunale

Durante la seduta del Consiglio Comunale del 24 marzo 2025, il gruppo consiliare Punto Franco – Lista Russo è intervenuto con parole forti sul tema della sicurezza cittadina, puntando il dito contro l’attuale gestione del problema da parte delle istituzioni locali, regionali e nazionali.

Secondo il gruppo, la percezione crescente di insicurezza a Trieste non è frutto del caso, ma il risultato di anni di politiche inefficaci e di promesse non mantenute.

“Una città irriconoscibile”

«Leggiamo troppo spesso di accoltellamenti, risse e aggressioni, anche tra minori», hanno dichiarato i consiglieri di Punto Franco. «Trieste è diventata irriconoscibile e molti cittadini ormai rinunciano a uscire di casa la sera. Ma non ci siamo arrivati da un giorno all’altro: questa situazione è frutto di anni di scelte sbagliate».

Il gruppo ricorda che da nove anni la città è governata dal centrodestra, così come la Regione da sette e l’Italia da un esecutivo di destra-centro: «Questi non erano quelli che avevano promesso sicurezza come priorità assoluta?».

“Telecamere, zone rosse e sgomberi non bastano”

Nel mirino dell’intervento anche le misure adottate finora, ritenute più di facciata che realmente risolutive. «Le telecamere non hanno risolto nulla, le zone rosse nemmeno. Sgomberare i migranti — identificati troppo spesso come gli unici colpevoli — non ha migliorato la situazione».

Per Punto Franco, il tema della sicurezza è stato ridotto a strumento elettorale, usato per alimentare paure e raccogliere consensi, anziché per costruire un piano serio e condiviso: «Serve un approccio diverso, e serve la volontà di dialogare anche con chi è all’opposizione».

Critiche al metodo: “Tre minuti per parlare? È una farsa”

Non sono mancate le critiche anche all’organizzazione della seduta. «È assurdo che su un tema come questo ogni consigliere abbia avuto solo tre minuti di intervento. È l’ennesima dimostrazione che non c’è reale volontà di approfondire la questione».

Il gruppo ha concluso dichiarando la propria disponibilità a un confronto vero, qualora vi siano tempi e spazi adeguati: «Fateci sapere quando sarete pronti ad affrontare davvero il problema sicurezza. Per noi è una priorità, non un pretesto».

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