domenica 12 luglio 2026
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Politica

Servola, Azione attacca il Governo: “Trieste e il porto non sono una priorità”

Luca Marsi·
Servola, Azione attacca il Governo: “Trieste e il porto non sono una priorità”

Duro intervento di Azione sul tema dello snodo ferroviario di Servola e sulle ultime ricostruzioni relative ai finanziamenti ministeriali destinati all’opera. Secondo il movimento politico, quanto emerso nelle ultime settimane confermerebbe come Trieste e il suo porto non rappresentino una priorità per il Governo nazionale.

Nel comunicato diffuso alla stampa, Azione parla apertamente di una lunga sequenza di annunci che avrebbe alimentato incertezza e immobilismo. “Se non fossimo abituati da mesi a questa infinita interminabile sequenza di annunci potremmo parlare di sorpresa”, si legge nella nota.

Il partito sottolinea come ormai prevalga soprattutto un senso di rassegnazione rispetto a una vicenda che continua a trascinarsi senza soluzioni definitive. “Al massimo, di fronte alle nuove ricostruzioni sulla sorte dei finanziamenti ministeriali per lo snodo ferroviario di Servola possiamo chiamarla rassegnazione”, prosegue il comunicato.

“Superfluo cercare responsabilità, ora servono risposte”

Secondo Azione, il tempo trascorso nel dibattito politico e istituzionale avrebbe ormai superato la fase della ricerca delle responsabilità. Per il movimento, il punto centrale sarebbe invece quello di affrontare rapidamente le criticità che incidono ogni giorno sulla vita dei residenti e sulla viabilità cittadina.

“È chiaro infatti che sul problema si sono persi mesi ed è superfluo ribattere sulla ricerca di responsabili”, viene evidenziato nella nota.

Azione sostiene quindi che non sia più possibile attendere ulteriormente, soprattutto in una zona della città che continua a convivere con il traffico pesante legato alle attività portuali.

L’allarme sul traffico dei tir in via Svevo

Uno dei punti centrali del comunicato riguarda infatti la situazione del traffico dei mezzi pesanti lungo via Svevo, area indicata come particolarmente delicata per la presenza del comprensorio scolastico e di Casa Emmaus.

“In attesa di capire cosa sarà dello snodo ferroviario di Servola e le tempistiche di avvio dei lavori sul Molo VIII, c’è un’urgenza da risolvere: il traffico dei tir che transitano in via Svevo davanti al comprensorio scolastico e a Casa Emmaus”, sottolinea Azione.

Nel testo viene richiamato anche il precedente della situazione vissuta per anni a Opicina prima della realizzazione della grande viabilità, indicato come esempio concreto dell’impatto che il traffico pesante può avere sulla qualità della vita dei residenti.

“Non occorre ricordare quale fosse la situazione del traffico tir a Opicina prima che fosse realizzata la grande viabilità per comprenderne l’attuale impatto”, scrive il movimento politico.

La proposta: “Usare le aree già disponibili”

Nel comunicato, Azione prende inoltre posizione contro l’ipotesi di una nuova rampa per la GVT, definita troppo costosa e difficilmente realizzabile.

Secondo il partito, la soluzione dovrebbe invece passare attraverso un sistema alternativo e intelligente, sfruttando le aree già a disposizione dell’Autorità Portuale e utilizzando studi già esistenti.

“Si risolva quindi al più presto la questione, non con la ipotizzata nuova rampa per la GVT, costosa e difficilmente realizzabile, ma con un sistema intelligente ed alternativo utilizzando le aree già a disposizione della Autorità Portuale ricorrendo agli studi già realizzati”, si legge nella nota.

Sicurezza, aria e costi al centro del dibattito

Azione evidenzia inoltre come il problema non riguardi esclusivamente la viabilità, ma coinvolga direttamente sicurezza urbana, qualità dell’aria e tutela delle persone che frequentano quotidianamente quell’area della città.

“In ballo ci sono sicurezza della mobilità di un’area sensibile, gestione del traffico urbano e qualità dell’aria cittadina compromessa dalla concentrazione di mezzi pesanti”, viene sottolineato.

Il comunicato si conclude infine con un riferimento anche ai costi economici legati al continuo deterioramento delle strade sottoposte al passaggio dei mezzi pesanti.

“Nonché i costi da sostenere per il rifacimento del manto stradale sottoposto costantemente a sollecitazioni che ne compromettono visibilmente la sua integrità”, conclude Azione.

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