Scontro in diretta tra Marcelo Medau e Daniela Rossetti su disagio giovanile e sicurezza a Trieste (VIDEO)
Durante una diretta serale su Trieste Cafe, il dibattito tra Marcelo Medau, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Comunale, e Daniela Rossetti, coordinatrice regionale FVG di Azione, ha acceso un confronto serrato sui temi della criminalità giovanile e del disagio sociale nella città di Trieste.
Medau ha esordito condannando fermamente gli episodi di violenza giovanile e ha proposto una linea dura: "Questi ragazzi devono essere puniti severamente dalla giustizia. La criminalità giovanile è una piaga diffusa in tutta Italia e non si può risolvere facilmente, ma la repressione è necessaria. Dobbiamo anche considerare una riforma delle leggi nazionali per abbassare l’età punibile e garantire che i delinquenti siano adeguatamente puniti".
Secondo Medau, l’amministrazione locale sta già facendo il massimo possibile, con l’installazione di ulteriori telecamere per il monitoraggio e la deterrenza. Tuttavia, ha sottolineato come il problema non possa essere risolto solo a livello locale: "Serve un cambiamento a livello legislativo. Questi ragazzi, anche se minorenni, devono essere puniti in modo esemplare, attraverso lavori socialmente utili e altri strumenti correttivi".
Daniela Rossetti, invece, ha adottato un approccio più orientato alla prevenzione, criticando la mancanza di iniziative che coinvolgano i giovani in attività positive e costruttive. "La repressione non risolve il problema. Dobbiamo prevenire, non solo punire. Gli educatori di strada sono fondamentali per intervenire prima che i giovani cadano nella delinquenza. Investire in attività di aggregazione sociale e educazione può avere un impatto molto maggiore sulla riduzione della criminalità rispetto alla sola repressione".
Rossetti ha anche puntato il dito contro l’amministrazione comunale, sottolineando l'assenza di una strategia di lungo termine per affrontare il problema: "L’amministrazione ha rimosso gli educatori di strada, che avrebbero potuto fare la differenza. Non si può pensare di risolvere tutto con più polizia o telecamere. Serve un investimento nelle infrastrutture sociali, nei centri di aggregazione e nei programmi di prevenzione".
Lo scontro tra le due visioni è proseguito con Medau che ha respinto la proposta di reintrodurre gli educatori di strada, definendoli inefficaci: "Abbiamo provato con quelli di via Bonomo e non hanno portato risultati. Costano 500 euro a intervento e non hanno prodotto alcuna relazione utile in sei mesi. Finché ci saremo noi, non investiremo in questi educatori di strada".
La Rossetti ha ribattuto sottolineando l'importanza di prevenire la criminalità con politiche a lungo termine: "Prevenire significa ridurre le spese future per polizia e carceri. Investire in attività preventive può migliorare la sicurezza dei cittadini a lungo termine. Avere un bilancio comunale inattivo è uno scandalo: quei soldi dovrebbero essere usati per migliorare la qualità della vita dei cittadini".
Il dibattito ha mostrato due visioni diametralmente opposte sulla gestione della sicurezza e del disagio giovanile a Trieste, riflettendo una divisione che attraversa gran parte della politica locale e nazionale su come affrontare la questione delle baby gang e della criminalità giovanile.
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