Sabato il Ministro dell'Interno Piantedosi a Trieste, Sap: "Rotta Balcanica, organici Polizia insufficienti"
Pubblichiamo dal SAP
"I numeri forniti a Trieste dal Prefetto qualche giorno fa, non lasciano più dubbi. Nessun allarmismo è stato lanciato nel passato dal SAP riguardo la problematica degli ingressi illegali dalla “Rotta Balcanica” nella provincia di Trieste, ma solo dati oggettivi e situazione reale. Al Ministro dell'Interno del nuovo esecutivo chiediamo che, a differenza di quanto accaduto in passato, venga affrontato il problema per quello che è. A Trieste gli organici della Polizia di Stato sono carenti del 20% su quanto previsto dal 2007, anno della soppressione dei confini. Il compito della Polizia di Frontiera, di uno Stato come l’Italia, “interno” nell’area Schengen, era ed è quello di svolgere il lavoro di “retro-valico” e non anche quello di controllo di flussi importanti come quelli della “Rotta Balcanica” e della crisi Ucraina. Se si vogliono implementare i controlli, le pattuglie miste ed ogni azione utile a poter arginare la situazione attuale e limitare la tratta degli esseri umani, non bastano le attuali forze in campo e le strutture attualmente in uso dalla Polizia di Frontiera; esse non sono idonee a garantire i controlli in sicurezza di così tante persone che quotidianamente entrano in modo clandestino nel nostro territorio. Siamo di fatto un “hot spot” senza però che questo sia riconosciuto ufficialmente, senza che questo abbia un’organizzazione sotto il profilo della sicurezza, dei controlli sanitari e dei luoghi per ritenerlo tale. La “Rotta Balcanica” non nasce oggi e non finirà domani e per tale motivo è necessario intervenire subito per dare i giusti uomini, i giusti spazi ed i giusti mezzi, affinché si possano dare risposte immediate, efficaci ed efficienti alla tematica. Servono necessariamente delle nuove norme, chiare, frutto di nuovi accordi con le nazioni, in particolare Slovenia e Croazia, in cui i diritti umani sono riconosciuti e garantiti, affinché si possano effettuare in modo celere e snello le riammissioni informali di chi illegalmente entra in Italia e in Europa. Bisogna fare presto perché la bella stagione, quella favorevole all’arrivo di queste persone, non è poi così lontana. Non servono soluzioni di fortuna, emergenziali e momentanee come tende, container, ecc., ma uomini e strutture per la Polizia di Frontiera e per l’Ufficio Immigrazione, che proprio in questi giorni ha perso anche il supporto degli assistenti amministrativi interinali. Trieste non è solo la porta terrestre d’ingresso dell’immigrazione clandestina dell’Italia, ma dell’intera Europa e merita la stessa attenzione dei porti di arrivo sul Mediterraneo. Le Forze di Polizia stanno mettendo in atto ogni sforzo e dimostrano quotidianamente grande professionalità ed umanità nei confronti di queste persone. Allo stesso tempo però, hanno tutto il diritto di poter disporre di congrue risorse umane, di norme chiare e di luoghi di lavoro sicuri e dignitosi."
Articoli correlati
PoliticaTrieste, la palestra della Don Milani intitolata a Sergio Ramelli: «Un segnale contro ogni violenza»
È stata intitolata a Sergio Ramelli la palestra della scuola “Don Milani” di via Alpi Giulie 25, nel corso della cerimonia svoltasi questa mattina alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e dell’a
PoliticaTrieste, Civica Idea Giuliana: «Rafforzare le Circoscrizioni per avvicinare cittadini e istituzioni»
Rimettere i quartieri e le Circoscrizioni al centro della partecipazione cittadina. È il messaggio lanciato dalla Civica Idea Giuliana attraverso un incontro di formazione, informazione e confronto dedicato proprio al ruolo degli organismi
PoliticaSgombero Piazza Libertà, Nicolini (Adesso Trieste): "Aprire subito l'ex Mercato di via Gioia"
I recenti fatti che hanno visto lo sgombero forzato di Piazza della Libertà e la contestuale stretta sulle attività delle associazioni di volontariato che operano in quello spazio rappresentano il fallimento della politica dell'amministrazi
PoliticaScritta contro i fascisti sulla scuola Don Milani, Bernobich: «Deturpare le scuole è sempre vergognoso»
Una scritta realizzata con vernice rossa è comparsa all’esterno della scuola elementare Don Lorenzo Milani. Sulla parete si legge: «Nessun spazio ai fascisti di ieri e oggi». A denunciare pubblicamente l’episodio è il consigliere comunale S

