Rotta Balcanica, SIULP: "Doloso immobilismo degli ultimi vent’anni su gestione migranti"

"Quest’anno anche la politica gioca d’anticipo sui migranti, anticipando anche i
Sindacati. Un tema di eterna campagna elettorale sul quale, si costruiscono le
fortune ed anche le sfortune delle compagini politiche. L’estate è dietro
l’angolo ed oramai forti dell’esperienza accumulata, nel doloso immobilismo
degli ultimi vent’anni, si sprecano e si rimpallano le responsabilità per la
mancata gestione attiva del fenomeno migratorio. Perché di questo stiamo
parlando. Del non agire che conduce a due esiti; il primo, riposa nella speranza
il tema venga dimenticato dall’opinione pubblica; il secondo invece porta
all’amplificazione dello stesso che ad un certo punto scoppia nelle mani di chi
ha omesso dolosamente di agire. Fino a ieri avrebbero dovuto materializzarsi
hot spot come funghi a destra e a manca e proprio mentre la rotta balcanica
(peraltro sempre attiva e mai dormiente) ritornerà a produrre colonne di
disperati, ci si accorge che nessuno ha fatto niente, che gli hot spot non esistono,
che le location per trattare i migranti in Friuli Venezia Giulia sono sempre le
stesse, che il personale in tutta la regione è al lumicino e che le risorse non ci
sono. La rotta balcanica torna in auge e bisogna rispolverare i vecchi
tormentoni di sempre, ma l’elemento che oggi porta a queste prese di
posizione anticipate è il fatto che l’opinione pubblica è stata attivata dalla
società civile e quindi si deve fare qualcosa. Migliaia di firme per il Silos
raccolte in pochi giorni. La prospettiva che il Presidente della Repubblica e Sua
Santità - a breve a Trieste - potrebbero accendere un faro sulla “non gestione”
del fenomeno migranti con la messa in luce di come viene trattata la dignità
umana a poche centinaia di metri dalla piazza più bella d’Europa, preoccupa e
toglie il sonno. Così si inizia il solito rimpallo di responsabilità su chi non ha
fatto ciò che si doveva fare e che avrebbe dovuto essere già fatto. È di palmare
evidenza che la scelta dello “struzzo” in questo contesto pare non abbia pagato
e che ora - come direbbero i romani - è il momento del “redde rationem”.
Purtroppo il conto lo pagheremo ancora una volta tutti noi, tutta la società
locale, in primis la Polizia chiamata a gestire l’ennesima rovente estate; lo
pagheranno i cittadini, la sanità. Gli ingressi non si fermano con i proclami, con
i muri, i rotoli di filo spinato, il costituzionalismo metodologico delle norme
manifesto (leggasi reato di immigrazione clandestina ex art. 10 bis d.lvo
286/98); Non si fermano con i respingimenti informali che sembrano essere
spariti dai radar, ne con fantomatici blocchi navali. Il fenomeno va gestito su
vari piani e gli ingressi di sicuro non si gestiscono pensando di non fare nulla
che tanto il problema prima o poi sparirà da solo. Tra poco arriverà qualcuno a
ricordarcelo ed a tirare qualche orecchio, mentre le dichiarazioni suonano tanto
come dei si salvi chi può."
A riferirlo Siulp Fvg.
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