“Riscende in piazza la marea fucsia: Non Una di Meno accusa ‘leggi misogine e deriva autoritaria’ (VIDEO)
Nel pomeriggio di oggi, Trieste ha visto sfilare il corteo cittadino convocato da Non Una di Meno, partito da piazza Goldoni alle 17.30. La mobilitazione, come riportato nel comunicato ufficiale del movimento, denuncia «un Paese che si prepara al riarmo approfondendo disuguaglianze e discriminazioni», in cui la violenza patriarcale «diventa programma di governo ed è normalizzata dalla produzione ossessiva di misure e leggi misogine e transfobiche».
Nel testo, Non Una di Meno richiama i dati dell’Osservatorio: «78 femminicidi, 3 suicidi indotti di donne, 2 suicidi indotti di due ragazzi trans, 1 suicidio indotto di una persona non binaria, 1 suicidio indotto di un ragazzo». Numeri che, afferma il movimento, mostrano «la natura sommersa e strutturale della violenza». La critica si estende all’«approccio punitivista» del Governo, che mentre «mostra il pugno di ferro con l’ergastolo per i colpevoli di femminicidio», simultaneamente attaccherebbe «centri antiviolenza, storia politica femminista e pratiche di prevenzione».
Il comunicato prosegue richiamando la discussione parlamentare sulle scuole, criticando il disegno di legge che limiterebbe l’educazione alla sessualità, visto come «un tentativo di subordinare gli studenti al consenso dei genitori» e di «svuotare la scuola pubblica del suo ruolo educativo insostituibile nella diffusione della cultura del consenso e delle differenze».
Non Una di Meno denuncia anche l’attacco ai percorsi di affermazione di genere alla luce della “Legge Disforia”, descritta come parte di una «crociata ideologica antigendere» che colpisce in particolare giovani e adolescenti. A questo scenario si sommano «violenza culturale, retorica militarista, moralismo, repressione, campagne mediatiche contro studenti e docenti», letti dal movimento come segnali di «un approccio autoritario alla società e al futuro delle nuove generazioni».
La sezione triestina del movimento annuncia «agitazione permanente» da oggi al 28 novembre, rilanciando una mobilitazione che vuole unire «donne, persone trans*, precarie, migranti», e denunciando che proprio queste categorie «pagano doppiamente il prezzo della militarizzazione delle relazioni, della vita, della società, dell’economia».
Una piazza densa, rumorosa e attraversata dalla marea fucsia ha reso visibile una richiesta collettiva: «bloccare tutto e unire le lotte», senza distogliere lo sguardo dal contesto politico che — sostiene il comunicato — «nella sua deriva autoritaria tenta di disciplinare la vita, i corpi, la libertà».
Oggi Trieste ha risposto all’appello. E la marea, per usare le parole del movimento, «continua a salire». 🌊✊💜
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