Riki Ramazzina dopo il referendum: “Abbiamo perso una grande occasione” (VIDEO)
Nel finale della trasmissione è intervenuto anche Riki Ramazzina, chiamato a esprimere un commento a caldo sull’esito del referendum. Il suo intervento è stato attraversato da un sentimento molto chiaro di delusione, legato a quella che ha definito una grande occasione persa, ma anche dalla volontà di guardare avanti e di ragionare sul quadro politico che si apre da qui in avanti.
La delusione per un’occasione che, a suo giudizio, non è stata colta
Ramazzina ha esordito dicendo di essere deluso per quanto accaduto e di ritenere che tutti abbiano perso una grande occasione. Secondo quanto affermato in diretta, il risultato potrebbe essere dipeso dal fatto che il tema non è stato spiegato bene oppure dal desiderio, da parte di una parte dell’elettorato, di trasformare il voto in una lezione da impartire al governo.
Il suo ragionamento ha preso una piega fortemente personale quando ha ricordato di aver provato in prima persona alcune ingiustizie nel corso della sua carriera e della sua vita. Proprio per questo, nelle sue parole, il referendum rappresentava qualcosa in cui credeva davvero.
L’impegno personale nella campagna e il contatto con imprenditori e cittadini
Nel dialogo con Luca Marsi, Ramazzina ha confermato di essersi speso per la campagna, sia sui social sia nella vita reale. Ha ribadito di averlo fatto perché si trattava di una battaglia in cui credeva e ha aggiunto che la propria esperienza gli aveva mostrato situazioni concrete, non semplici opinioni astratte.
Ha raccontato anche di aver incontrato nel tardo pomeriggio diversi imprenditori e persone che condividono un certo modo di fare le cose e di darsi da fare, riferendo che tra loro il sentimento prevalente era la delusione. Allo stesso tempo, ha evidenziato come molti gli avessero ripetuto che l’esito fosse in qualche modo prevedibile.
Il dato di Trieste e una lettura senza entusiasmo
Quando Luca Marsi gli ha chiesto un commento sul dato relativo a Trieste, dove è stato ricordato il 52-48, Ramazzina ha risposto senza entusiasmo, osservando che si tratta comunque di una sconfitta. Ha riconosciuto che la differenza sarebbe minima, ma ha ribadito di non essere contento del risultato complessivo e di non ritenere che la città, in questo senso, abbia realmente compensato il quadro generale.
Il suo discorso, anche in questo passaggio, si è mantenuto su un tono amaro ma misurato, senza toni aggressivi, e con l’auspicio che nessuno debba trovarsi un giorno nella condizione di rimpiangere di non aver votato in un certo modo.
La tenuta del governo e lo scenario politico secondo Ramazzina
Un altro passaggio importante del suo intervento ha riguardato le possibili ripercussioni sul governo in carica. Alla domanda se il governo rischi di cadere o meno, Ramazzina ha risposto in modo netto: secondo lui no. Ha spiegato di credere che ci sia determinazione e ha aggiunto che considera lontana l’ipotesi che chi punta a replicare certi risultati possa davvero riuscirci sul piano politico.
Nella sua lettura, Giorgia Meloni arriverà a fine mandato e soltanto dopo si riaprirà una nuova fase politica. È una valutazione che, nella sua visione, si lega anche alla fiducia nelle persone che ragionano e nel fatto che certi valori, anche se non sempre pienamente recepiti, continuino comunque a contare nel dibattito pubblico.
Lo sguardo già rivolto alla prossima battaglia politica
Il suo intervento si è chiuso con uno sguardo rivolto al futuro. Pur manifestando delusione, Ramazzina ha detto chiaramente che da domani si riparte e che ci si darà da fare nella prossima occasione. È una conclusione che lascia emergere un approccio combattivo, nonostante l’amarezza del momento.
Il senso complessivo del suo commento è dunque quello di una presa d’atto del risultato, vissuto come una grande opportunità mancata, ma anche di una volontà di continuare il confronto politico senza fermarsi all’esito del voto.
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