giovedì 28 maggio 2026
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Politica

“Recintare piazza Libertà è un atto deleterio”: Rifondazione Comunista attacca il progetto da 1,2 milioni

Luca Marsi ·
“Recintare piazza Libertà è un atto deleterio”: Rifondazione Comunista attacca il progetto da 1,2 milioni

Nuovo durissimo intervento politico sul progetto della recinzione di Piazza Libertà a Trieste, destinato a costare circa 1,2 milioni di euro.

A prendere posizione questa volta è Rifondazione Comunista Trieste, che attraverso una nota firmata da Gianluca Paciucci esprime “la più ferma opposizione” alla scelta annunciata dal sindaco Roberto Dipiazza e dalla giunta comunale.

Per il partito, la decisione rappresenterebbe “l’ennesimo atto inutilmente protervo”, sia per le finalità dichiarate sia per i costi dell’intervento.

“Recintare Piazza Libertà, che è una contraddizione in termini”, scrive Rifondazione Comunista, criticando apertamente l’idea di chiudere l’area per contrastare degrado e presenza di migranti.

Secondo il movimento politico, il tema delle migrazioni a Trieste non dovrebbe essere affrontato come un’emergenza di ordine pubblico, ma con strumenti sociali e di confronto istituzionale.

Nella nota viene ricordato come da tempo Rifondazione Comunista chieda la creazione di un tavolo tra istituzioni e associazioni impegnate sul tema dell’accoglienza e delle migrazioni.

Una proposta che, secondo Paciucci, sarebbe rimasta inascoltata.

“Trieste affronta numeri del tutto gestibili”, sostiene il partito, accusando invece le istituzioni di puntare su misure simboliche e repressive.

Nel comunicato viene anche letto il progetto della recinzione in chiave politica ed elettorale.

“Siamo entrati nell’anno elettorale”, scrive Rifondazione Comunista, parlando di una maggioranza che “punta sul tema delle migrazioni” e sulla sicurezza urbana come principale argomento politico.

Secondo il partito, il rischio sarebbe quello di alimentare “speculazioni politiche martellanti” e una continua narrazione emergenziale.

Nel mirino finiscono anche le politiche sul cosiddetto disagio giovanile, che secondo Rifondazione Comunista verrebbe affrontato esclusivamente sotto il profilo repressivo e criminale.

“La città avrebbe tutte le capacità professionali ed economiche di affrontare razionalmente questi temi”, si legge ancora nella nota.

Per Paciucci servirebbero invece “maggiori e migliori interventi sociali”, capaci di affrontare i problemi “alla radice” e non attraverso “propaganda e allarmismo continuo”.

Il comunicato si chiude con un attacco politico diretto all’attuale amministrazione comunale.

“C’è bisogno di un cambio di atteggiamento e, in prospettiva, di un cambio alla guida di Trieste”, conclude Rifondazione Comunista.

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