"Chiusura consultori a Trieste, inaccettabile doccia fredda, decisioni calate dall’alto" (FOTO)
"Oggi in data 19/01/ 2024 alle ore 15, il Comitato di Partecipazione dei Consultori Familiari è stato invitato dal Direttore generale dell’ASUGI, dott. Antonio Poggiana.
All’incontro erano presenti il Direttore generale dott. Poggiana, il Direttore sociosanitario dott. Antonini, la direttrice di struttura complessa dott.ssa Wolf.
Ci è stato comunicato che a far data da mercoledì 24 gennaio verranno chiuse la sedi dei Consultori familiari di via San Marco (San Giacomo) e di via Sai 7 (San Giovanni)
Il Comitato ha espresso totale disaccordo sulle decisioni prese da ASUGI, sulla mancanza di applicazione della normativa e di ascolto dei bisogni della cittadinanza, sulla repentinità di una chiusura che fino a poche settimane fa veniva presentata come una “ipotesi progettuale”, sulla mancanza di informazione preventiva e con adeguato tempo di preavviso sia alla cittadinanza che all’utenza e ai servizi interessati. Abbiamo ribadito che quella che chiamano “riorganizzazione” è per noi e per la cittadinanza un effettivo depotenziamento di servizi che invece devono essere diffusi e potenziati.
Abbiamo chiesto quale fosse l’atto formale e scritto di chiusura delle 2 sedi
con relativo piano di riorganizzazione dei Consultori Familiari ma ci è stato risposto che non c’è alcun atto.
Dal 1° maggio 2023 ad oggi sono state numerose le iniziative pubbliche a favore del mantenimento delle 4 sedi consultoriali nell’area cittadina e del rilancio dell’offerta di cura per le donne, adolescenti e famiglie nei Consultori Familiari.
Il Comitato, oltre ad essere contrario alla riduzione delle 2 sedi (via S. Marco- San Giacomo e via Sai - S. Giovanni), si è battuto, si batte e continuerà a battersi prima di tutto per:
- il rinforzo delle équipe multi professionali: attualmente nonostante le dichiarazioni fatte dalla direzione di ASUGI di garantire il turn over del personale e di potenziare le équipes (ribadito anche nell’incontro di oggi) non sono state ancora sostituite 2 ostetriche, 1 ginecologa e 1 assistente sociale, né risulta sia stato fatto alcunché per reperire questo personale;
- il mantenimento e l’incremento di sedi diffuse nel territorio, per facilitare l’accesso della cittadinanza anche quella più fragile e vulnerabile e per favorire l’integrazione con i servizi sociale e sanitari, le scuole, le associazioni di volontariato e le altre risorse locali. La legge nazionale indica che ci dev’essere una sede di Consultorio familiare ogni 20mila abitanti! Con la chiusura delle sedi di San Giacomo e di San Giovanni nel territorio del Comune di Trieste è sarà di una sede ogni circa 100mila abitanti.
- la garanzia di fornire tutti gli interventi previsti dalle leggi in materia e richieste dai cambiamenti sociali, in tutte le sedi di Consultorio familiare sia nel Comune di Trieste che nei Comuni dell’area Giuliana: oggi invece accade che a Muggia è presente solo un cosiddetto “Consultorio ginecologico” che non esiste come definizione in nessuna normativa, solo per far finta che rappresenti il Consultorio familiare. Anche la sede di Aurisina non manterrà tutte le attività prima erogate in quel territorio.
Purtroppo, su nessuno di questi e di molti altri aspetti ASUGI ha inteso confrontarsi con le organizzazioni della società civile a partire dai diritti e dai bisogni effettivi delle cittadine e dei cittadini. Ci è stata riferita da parte dei cittadini e delle cittadine difficoltà a reperire informazioni dirette su quanto stava avvenendo. Le cittadine e i cittadini che ci hanno contattato o che abbiamo incontrato in tutte le iniziative hanno fatto una domanda comune: “perché chiudere servizi che funzionano? Perché invece di migliorarli si riducono le sedi?”
A queste legittime domande non sono state date da ASUGI risposte soddisfacenti, né azioni sono state messe in atto per informare e confrontarsi con la cittadinanza sui contenuti e i modi di ciò che al momento sembra essere in realtà un impoverimento dei servizi anziché un potenziamento.
Ad esempio la petizione per fermare la chiusura delle 2 sedi ha raccolto più di 6mila firme e a questo proposito l’assessore Riccardi ha commentato che non ha importanza “qualche firma” rendendo chiara la poca considerazione che ha delle cittadine e dei cittadini che si esprimono, che vogliono partecipare e ai quali sarebbe tenuto a rispondere.
Il Comitato ha più volte fatto presente anche nelle sedi istituzionali oltreché nella corposa campagna informativa alla cittadinanza, che con l’accorpamento in due soli sedi cittadine i Consultori non vengono né rinforzati, né saranno in grado di avvicinarsi di più ai bisogni delle persone, senza contare il disagio di doversi spostarsi verso sedi più lontane, riducendo di fatto opportunità di accesso e questo disagio sarà ancora più forte per chi è più fragile.
L’accorpamento dei Consultori Familiari e la riduzione delle sedi cittadine ostacola l’accesso ai servizi, aumentando le difficoltà per le persone a partire dalle cittadine e cittadini maggiormente vulnerabili. Tutto questo è stato anche rilevato in numerosi e autorevoli studi e linee guida sia nazionali che internazionali.
Il Comitato, insieme alle associazioni, ai movimenti, ai gruppi, alla cittadinanza tutta continuerà la battaglia per i Consultori e per dei servizi sanitari universali, accessibili, potenziati e diffusi sul territorio. " Pubblichiamo da COmitato COnsultori Trieste
«Purtroppo le voci in merito all’imminente chiusura dei due consultori di San Giacomo e San Giovanni a Trieste sono state oggi confermate oggi da una nota apparsa sul sito dei consultori nonché dal Direttore di Asugi Antonio Poggiana nella riunione in cui ha convocato il Comitato per la Difesa dei Consultori - commenta la consigliera regionale Giulia Massolino del Patto per l’Autonomia - Civica FVG, presente alla manifestazione sotto la sede della Direzione ASUGI a San Giovanni a Trieste -. Una conferma che arriva, di venerdì pomeriggio, come una doccia fredda, senza un minimo di preavviso neanche per il personale o per l’utenza dei centri. L’Assessore e la Direzione ASUGI hanno sempre negato un reale confronto sul tema, privilegiando comunicazioni a senso unico e decisioni calate dall’alto senza dare ascolto alle istanze della società civile. Emblematico in tal senso il categorico rifiuto, in violazione del regolamento, di audire le associazioni nella commissione consiliare sulla sanità richiesta dalle opposizioni a inizio dicembre. Ci schieriamo a fianco della cittadinanza che vede concretizzarsi l’ennesimo drammatico taglio a un fondamentale presidio sociosanitario, così come delle associazioni che hanno lottato per oltre un anno per scongiurare che questo avvenisse, e delle lavoratrici e dei lavoratori che si uniranno in assemblea sindacale lunedì prossimo. Abbiamo anche oggi manifestato insieme alle associazioni, facendo rumorosamente sentire il nostro dissenso a questa scelta scellerata. Quello che si sta consumando a Trieste ci fa immaginare il triste destino dei presidi pubblici in fatto di sanità e salute: non possiamo restare inermi di fronte al disegno dello smantellamento della salute pubblica e chi sta premendo per devastarla dovrà risponderne politicamente davanti a tutta la cittadinanza».
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