Pride a Udine, “Non se ne sentiva la mancanza, portatelo altrove”: Ugo Rossi alla riscossa
Si accende il dibattito politico attorno al FVG Pride 2026, annunciato nei giorni scorsi con ritorno a Udine. A intervenire con una posizione critica è Ugo Rossi, consigliere comunale di Trieste e referente Futuro Nazionale Vannacci Comitato Costituente, che esprime una valutazione netta sull’iniziativa.
“Sicuramente a Udine non se ne sentiva la mancanza”, afferma Rossi, sottolineando come, a suo avviso, le priorità attuali dovrebbero essere altre, a partire dal caro energia, dal caro vita e dal tema della sicurezza urbana.
Sicurezza e immigrazione al centro delle critiche
Nel suo intervento, Ugo Rossi collega il tema della sicurezza alla situazione nelle città italiane, sostenendo che si tratti di un’emergenza più urgente rispetto all’organizzazione di eventi come il Pride.
Secondo il consigliere, le amministrazioni dovrebbero concentrarsi maggiormente su queste problematiche, ritenute centrali per la vita quotidiana dei cittadini.
Il nodo simbolico: bandiere e messaggi
Un altro punto sollevato da Rossi riguarda l’accostamento tra bandiera palestinese e bandiera arcobaleno del Pride.
“Non capisco questa associazione”, afferma, sostenendo che, secondo la sua interpretazione, si tratterebbe di un accostamento poco coerente.
Il consigliere aggiunge inoltre una riflessione sul contesto internazionale, evidenziando differenze culturali e normative tra Paesi.
Diritti e percezione: “un paragone che non condivido”
Nel suo intervento, Ugo Rossi esprime anche una posizione critica rispetto al confronto tra la situazione del popolo palestinese e quella della comunità LGBTQ+ in Italia.
“Mi sembra totalmente ipocrita”, dichiara, ribadendo che, a suo giudizio, si tratterebbe di realtà non comparabili.
“libertà sì, ma nel rispetto del decoro”
Pur mantenendo una posizione critica, Rossi riconosce il principio democratico della libertà di manifestazione.
“Siamo in democrazia e quindi sono liberi di fare il loro evento anche a Udine”, afferma, precisando però che, secondo lui, ciò dovrebbe avvenire nel rispetto del decoro urbano e della tutela dei cittadini, con particolare attenzione ai minori.
Nel suo intervento, il consigliere richiama episodi passati, chiedendo alle autorità di vigilare affinché non si verifichino situazioni ritenute inappropriate in spazi pubblici.
La provocazione finale: “portarlo altrove”
In chiusura, Ugo Rossi lancia una provocazione, sostenendo che, a suo avviso, chi promuove il Pride dovrebbe organizzarlo anche in contesti internazionali dove, secondo lui, i diritti LGBTQ+ non sarebbero garantiti.
Una posizione che si inserisce in un dibattito già acceso e destinato a proseguire nei prossimi mesi, in vista dell’evento previsto a Udine.
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