Premio 'Grilz' a Trieste: 50 di Anpi, Cgil e Avs contestano

I sindacati Cgil e Usb, Anpi, esponenti di Alleanza Verdi-Sinistra, Rifondazione comunista e Adesso TRIESTE. In tutto una cinquantina di persone si sono radunate davanti alla Camera di Commercio di TRIESTE per esprimere il loro dissenso alla prima edizione del Premio giornalistico 'Almerigo Grilz', nell'ambito del quale veniva inaugurata in contemporanea, in Camera di Commercio, una mostra foto-video con materiali originali. Triestino classe '53, negli anni '70 Grilz divenne vicesegretario nazionale del Fronte della gioventù. Carriera politica che poi lasciò a metà anni '80 a favore del giornalismo diventando fotoreporter di guerra indipendente, in giro per i conflitti nel mondo fino alla sua uccisione nel Mozambico il 19 maggio dell'87. Se l'intenzione del premio è celebrare il giornalista-raccolto il contributo delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Lombardia, e il patrocinio del Comune di TRIESTE, Ordine dei giornalisti, Senato e ministero della Cultura- è invece la sua carriera politica quella che viene contestata in piazza. "La nostra protesta vuole testimoniare il dissenso a questa assuefazione e riabilitazione di figure legate sia al fascismo mussoliniano, sia al neofascismo, come Almerigo Grilz- spiega Pierpaolo Brovedani, esponente dell'Anpi-Cgil di TRIESTE-. Siamo ovviamente per la compassione di tutti quelli che sono caduti, però da questo a intitolargli una via, fargli due mostre, fargli un film e addirittura intitolargli un premio giornalistico, ci pare effettivamente troppo. Sia per i suoi demeriti come membro del Fronte della gioventù che andava scorrazzando nei tempi bui, sia per i suoi non grandi meriti giornalistici", conclude Brovedani.
La mostra è stata inaugurata con la presenza del vicegovernatore con delega alla Cultura e sport, Mario Anzil, durante la quale il giornalista triestino Fausto Biloslavo, amico e collega di Grilz e membro della giuria del premio- che vede tra gli altri componenti Toni Capuozzo (presidente), Giovanna Botteri, Peter Gomez, Alessandro Sallusti e Maurizio Belpietro- ha replicato ai contestatori in piazza semplicemente con: "Siamo giornalisti e siamo liberi". (Mil/ Dire)
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