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Politica

Crescita del porto di Trieste: sindacati e governo alle prese con la sfida delle nuove assunzioni (VIDEO-SERVIZIO)

Francesco Viviani ·
Crescita del porto di Trieste: sindacati e governo alle prese con la sfida delle nuove assunzioni (VIDEO-SERVIZIO)

La recente conclusione di una lunga vertenza sindacale ha portato un'ondata di ottimismo per l'Agenzia delle dogane di Trieste. Con la promessa di nuove assunzioni, il settore pubblico cerca di tenere il passo con la rapida crescita dello scalo portuale triestino, una sfida che continua a mettere alla prova l'efficienza del servizio doganale.

 

Nonostante l'incremento delle risorse umane, l'organico attuale dell'agenzia rimane un punto dolente. Da oltre 200 addetti di alcuni anni fa, il numero è sceso a poco più di 120, con la speranza di raggiungere i 140 in primavera, grazie a nuove inserzioni di personale.

 

I sindacati, tra cui Cisl, Flp, Usb e Confsal, esprimono soddisfazione per l'esito positivo delle trattative, ma sottolineano che il livello di attenzione "deve rimanere alto". Il problema non è solo numerico; riflette anche la difficoltà del settore pubblico di adattarsi alla dinamica evoluzione del porto.

 

Un altro aspetto critico è la gestione del nodo di Fernetti, influenzata dalla sospensione del regime di Schengen. Questa situazione ha portato a significative conseguenze nei controlli doganali, evidenziando la necessità di una maggiore forza lavoro. 

 

Il quadro si complica ulteriormente con le prossime cessazioni di servizio e l'alto tasso di rinunce post-concorso, problemi che si riflettono su tutta la macchina statale. I sindacati insistono sulla necessità di un supporto inderogabile alle dogane, sottolineando la disparità tra la crescita esponenziale dello scalo e la riduzione delle risorse umane.

 

Questa situazione pone in risalto non solo le sfide immediate del settore, ma anche la necessità di una visione a lungo termine che riesca a bilanciare lo sviluppo economico con una gestione efficiente e sostenibile delle infrastrutture e delle risorse umane.

 

Il caso del porto di Trieste diventa così emblematico, un microcosmo che riflette le dinamiche più ampie del settore pubblico italiano, alle prese con le sfide di un mondo in rapida evoluzione. 

 

Vertenza alle dogane di Trieste: rinforzi in arrivo ma non sufficienti

La situazione delle dogane di Trieste, sebbene stia ricevendo nuovi rinforzi, rimane lontana dall'essere ideale. Nonostante l'arrivo di 45-50 nuovi addetti, assegnati dopo un concorso bandito nell'agosto dello scorso anno, i sindacati sottolineano che il fabbisogno dell'agenzia non è ancora pienamente soddisfatto.

 

In un incontro ieri mattina, organizzato dalla Cisl in piazza Dalmazia e al quale ha partecipato anche il consigliere regionale Francesco Russo, è stata espressa una cauta soddisfazione per i progressi fatti, ma si è anche riconosciuta la necessità di ulteriori miglioramenti. La sede triestina, la cui forza lavoro era crollata sotto le 100 unità, ora conta 122 addetti, ancora lontani dal numero ideale di 150-160 per un funzionamento ottimale, soprattutto considerando la crescita del 250% dei traffici portuali negli ultimi anni.

 

I problemi non si fermano qui: vi è la preoccupazione per le possibili rinunce di molti dei nuovi assunti, la maggior parte dei quali proviene dal Mezzogiorno e potrebbe trovarsi a disagio nel trasferimento nel nord-est dell'Italia. Inoltre, c'è una criticità specifica all'impianto retroportuale di Fernetti, che conta solo su 20 dipendenti a fronte di una previsione organica di 45.

 

La situazione di Schengen aggiunge ulteriori sfide, con la necessità di personale doganale ai valichi di frontiera, in particolare a Rabuiese e, in misura minore, a Basovizza. Questo potrebbe richiedere una ricalibrazione delle presenze, a seconda della durata della sospensione degli accordi di Schengen.

 

Infine, il fronte sindacale, nonostante la varietà di rappresentanze, ha mostrato compattezza sulla questione. Tra i presenti al meeting vi erano Luigi Marcianò (Cisl), Mauro Cenci (Cgil), Dario Olivo (ConfSal), Laura Bruzzano (Flp), Tito Poli (Usb), Alfonso Chiancone (Confintesa) e Micola Palladino per la rsu. Tutti concordano sulla necessità di affrontare con urgenza queste problematiche per garantire l'efficienza e la sicurezza delle operazioni doganali a Trieste.

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