Porto Trieste, Sandra Savino: 'no a scatole cinesi, Forza Italia sempre in prima linea contro appetiti Pechino'
“No al gioco di scatole cinesi sul porto di Trieste. Lo scalo giuliano riveste un importante ruolo strategico oltre che commerciale, tanto da attirare le attenzioni di Pechino, da tempo impegnata in un’azione di penetrazione nei principali porti europei. Negli anni scorsi, a fronte delle ambiguità di qualcuno, Forza Italia ad ogni suo livello ha opposto resistenza alle ambizioni cinesi sullo scalo giuliano, e lo abbiamo fatto perché eravamo e siamo consapevoli dei rischi nascosti dietro operazioni solo apparentemente commerciali. Operazioni commerciali che esattamente due anni fa definii un cavallo di Troia, un pericolo reale per Trieste, l’Italia e l’Europa. La compagnia Cosco non è un semplice attore economico, ma un colosso partecipato dal governo cinese che svolge un ruolo attivo nella strategia di sicurezza globale delineata da Pechino, tanto che ci risulta che suoi mezzi abbiano partecipato a esercitazioni militari.”.
Lo scrive la coordinatrice di Forza Italia FVG Sandra Savino, ricordando gli atti e gli interventi parlamentari suoi e del senatore Franco Dal Mas, del gruppo in consiglio regionale e comunale.
“Se mettiamo in fila gli elementi il quadro si delinea chiaramente: nel 2018 il governo Conte I apre la strada alla Via della Seta, formalizzata poi dal governo Conte II. Con la firma del memorandum d’intesa con CCCC del novembre 2019. Nel 2021 si perfeziona l’acquisizione da parte di Hamburger Hafen LA della quota di maggioranza assoluta della Piattaforma logistica del Porto di Trieste, HHLA che ora è parte dello scacchiere cinese in Europa tramite COSCO. La stessa COSCO - prosegue la coordinatrice azzurra - che ha recentemente confermato le sue mire aprendo il collegamento ferroviario tra il porto di Trieste e la Slovenia. Il rischio che si tratti di scatole cinesi è concreto, e bene ha fatto il ministro Urso a prendere una posizione netta”, incalza Savino.
“Dal 2018, quando si impose nel dibattito gli accordi sulla Via della Seta, Forza Italia si schierò senza se e senza ma contro un’intesa che di fatto avrebbe aperto le porte del nostro porto a Pechino. Posizione che abbiamo mantenuto e manteniamo oggi. Respingere gli appetiti cinesi sul porto giuliano non significa rifiutare logiche economiche e commerciali ma preservare gli interessi nazionali ed europei, in una contingenza, quale quella attuale, particolarmente delicata e dagli equilibri fragili e di cui il dragone vorrebbe trarre beneficio”, conclude Savino.
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