Piazza Perugino, la “zona rossa” svuota il cuore del rione: esercenti e residenti chiedono un cambio di rotta

Un’estate silenziosa, senza il consueto vociare ai tavolini dei bar. È questo lo scenario che si presenta oggi in Piazza del Perugino, dove l’ordinanza comunale che limita gli orari di apertura e somministrazione ha trasformato uno spazio un tempo vivo in un “deserto” percepito da molti come meno sicuro.
A denunciarlo, su sollecitazione di residenti ed esercenti, è la formazione civica Adesso Trieste, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo nella piazza per fare il punto sugli effetti del provvedimento.
Secondo il gruppo consiliare, le restrizioni – presentate come soluzione al degrado – avrebbero invece colpito in primis chi ha sempre operato nella legalità, rendendo più difficile mantenere in vita attività commerciali già messe a dura prova dalla posizione periferica del rione. Con la sparizione della socialità legata alla presenza dei dehors, sostengono, si sarebbe persa anche una forma di presidio naturale dello spazio pubblico, favorendo la percezione di insicurezza.
La critica alla “zona rossa” si accompagna alla richiesta di un approccio diverso: interventi integrati, mirati, capaci di rigenerare un’area da troppo tempo lasciata ai margini delle priorità cittadine. Un recente emendamento al Regolamento Dehors, voluto proprio da Adesso Trieste, apre alla possibilità di ampliare l’occupazione di suolo pubblico nelle zone che necessitano di un rilancio commerciale, tra cui Piazza Perugino e via Settefontane.
Dalla V Circoscrizione arriva anche la segnalazione di una lunga teoria di serrande abbassate. La proposta è quella di un vero progetto di rigenerazione urbana che coinvolga tutti gli attori del quartiere: commercianti, istituzioni culturali come i Teatri Sloveno e Bobbio, realtà sociali come il Centro della Comunità di San Martino al Campo, fino alle comunità straniere presenti in zona.
L’obiettivo dichiarato: ricostruire vitalità e sicurezza attraverso un lavoro condiviso, con il Comune a fare da regista e garante di un accompagnamento costante. Perché – ribadiscono dal rione – senza partecipazione collettiva, ogni provvedimento rischia di essere soltanto un’altra promessa disattesa.
Articoli correlati
PoliticaTrieste, torna la Pastasciutta Antifascista: serata dedicata alla memoria e alla Resistenza
Lunedì 13 luglio il Circolo ARCI "Falisca" , in via dei Soncini 191 , ospiterà una nuova edizione della Pastasciutta Antifascista , iniziativa dedicata alla memoria di uno degli episodi simbolo della Resistenza italiana. L'appuntamento è fi
PoliticaRotta balcanica, Cisint: "Va azzerata, servono controlli più efficaci ai confini esterni dell'Ue"
Un sopralluogo al Parco Piuma e un incontro istituzionale con i vertici della Polizia di Frontiera per affrontare il tema della rotta balcanica e della gestione dei flussi migratori lungo il confine orientale. È quanto ha fatto oggi l'eurod
PoliticaOvovia, William Starc: «I fondi PNRR potevano essere destinati a un progetto diverso» (VIDEO)
Il tema dei finanziamenti destinati al progetto della cabinovia rappresenta un altro degli argomenti affrontati da William Starc durante la trasmissione "Un capo in B", condotta da Elisabetta Batic dal Citybar Tergesteo. Nel corso dell'inte
PoliticaMaria Luisa Paglia: "Non bastano le grandi opere, servono risposte ai cittadini" (VIDEO)
La qualità della vita dovrà diventare uno dei pilastri dell'azione amministrativa della futura Trieste. È questa la visione illustrata dalla segretaria provinciale del Partito Democratico Maria Luisa Paglia durante l'intervista concessa a T
