PD: “Patto di cittadinanza con Servola, dopo quattro anni la mozione arriva finalmente in Aula”

“Dalle promesse ai fatti. È con questo spirito che nel 2021 ho presentato la mozione un Patto di cittadinanza attiva con gli abitanti di Servola, per dare concretezza alle tante parole spese sul rilancio del borgo e garantire che i cittadini venissero realmente coinvolti nelle scelte sul futuro del borgo. Dopo ben tre passaggi in Commissione – con l’assessora Savino prima, con l’assessore Babuder poi e, infine, oggi con l’assessora Lodi – la mozione è stata finalmente licenziata per l’Aula. Un passo importante, ma che arriva con un ritardo inaccettabile: quattro anni.”
Repini ricorda come la mozione nasca dall’incontro con i cittadini, le associazioni del territorio – SPI CGIL, ARCI – e dal documento Un’idea per una Servola migliore, frutto di una consultazione partecipata nel 2021. “In quell’occasione – sottolinea – anche il sindaco Dipiazza raccolse e sostenne le proposte, alimentando speranze di una vera stagione di interventi. Ma buona parte di quelle aspettative sono rimaste, purtroppo, disattese.”
Il piano comunale del 2022 prevedeva investimenti per quasi 15 milioni di euro, ma solo due interventi sono stati finanziati – la messa in sicurezza della scarpata e l’adeguamento sismico della scuola Marin – mentre il resto è rimasto senza copertura. La Regione, con i fondi FESR, ha garantito 4,5 milioni, un terzo del necessario.
“L’Operazione Fenice, annunciata lo scorso aprile dal Comune, è un’iniziativa che va accolta con attenzione, ma che rinvia ancora a un futuro indefinito l’avvio dei lavori concreti, con fondi aggiuntivi da richiedere a enti sovracomunali e un orizzonte temporale di almeno 2-3 anni. Servola non può più aspettare. I cittadini hanno bisogno subito di interventi ordinari ma essenziali per la qualità della vita: strade, marciapiedi, zone 30, cura del verde, spazi scolastici, sportivi e culturali, la messa in sicurezza della Chiesa e del muraglione, la riqualificazione dell’ex cinema teatro e degli edifici dismessi. Non promesse, o infiniti annunci ma " la forza dei fatti.”
Conclude Repini: “Il Patto di cittadinanza è un impegno per il futuro del borgo, ma soprattutto è un atto di rispetto verso i servolani, che da anni chiedono ascolto. Ora la parola passa all’Aula: mi auguro che tutte le forze politiche sappiano cogliere l’occasione per avviare finalmente un percorso condiviso di rinascita, nel segno della partecipazione e della responsabilità.”
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