Paglia (PD): «Il 45% chiede il vigile di quartiere, la destra è scollegata dalla realtà»

Il 45% dei triestini chiede il ritorno del vigile di quartiere. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato sui media locali domenica 30 marzo 2025, che rilancia con forza il tema della sicurezza urbana e della presenza costante delle istituzioni sul territorio.
Il Partito Democratico di Trieste, attraverso la voce della segretaria Maria Luisa Paglia, commenta duramente l’approccio dell’amministrazione comunale: «La destra porta avanti una propaganda che cerca di mascherare i vuoti lasciati dalle proprie inadempienze, ma i cittadini non si fanno ingannare».
Il dato più significativo riguarda la netta preferenza dei cittadini per il modello del vigile di quartiere, rispetto al controllo di vicinato proposto dalla maggioranza, che raccoglie appena il 3% dei consensi. Per il PD, si tratta della conferma di una sconnessione tra chi governa la città e le reali esigenze della comunità.
«Ricordiamo che il vigile di quartiere, attivato nel 2015 dalla giunta Cosolini, fu inspiegabilmente disattivato nel 2017 dall’amministrazione Dipiazza, privando i rioni di un presidio di sicurezza efficace e riconosciuto», sottolinea Paglia.
Il Partito Democratico rivendica da tempo in Consiglio comunale la necessità di rafforzare la sicurezza attraverso presidi pubblici, sottolineando come le reti di solidarietà possano funzionare solo se coordinate dalle forze dell’ordine.
Un altro elemento evidenziato nel comunicato è il ruolo dei negozianti e dei gestori dei locali di quartiere, considerati dalle opposizioni come vere e proprie sentinelle del territorio. «Con il loro lavoro quotidiano – afferma Paglia – contribuiscono non solo alla sicurezza, ma anche alla coesione e alla socialità dei rioni».
Il messaggio alla giunta comunale è chiaro: «L’amministrazione ha il dovere di ascoltare queste richieste e intervenire con azioni concrete, rafforzando la presenza delle forze di polizia e sostenendo il commercio di prossimità. La sicurezza non si garantisce con slogan, ma con scelte politiche responsabili e vicine alle persone».
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