Ovovia, Moro e Cimolino (Avs) "cabinovia è diventata una grande scusa"

Se oggi Forza Italia arriva a pronunciare la parola “fine”, significa che anche nella maggioranza qualcuno ha finalmente guardato la realtà senza filtri: la cabinovia non è una grande opera, è diventata una grande scusa. È piuttosto curioso, e anche istruttivo, che l’allarme scatti non quando si perdono i fondi, non quando arrivano cinque sentenze del TAR che azzerano autorizzazioni e percorso, non quando il progetto si impantana tra ricorsi e contro-ricorsi, ma quando qualcuno teme che “in campagna elettorale” il progetto possa diventare un boomerang. Tradotto: non preoccupiamoci della città, preoccupiamoci del titolo sui giornali. Eppure la città è già dentro il boomerang da mesi.” Lo dichiarano in una nota congiunta Elisa Moro e Tiziana Cimolino, esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra. “Nel frattempo la sceneggiatura è sempre la stessa: passa un ministro, si ripete che “i soldi ci sono”, poi si scopre che sono a rate dal 2027 al 2034; si promette che “non la pagheranno i triestini”, però si vincolano 30 milioni di bilancio comunale; si annuncia una missione a Roma “questa settimana”, ma la settimana passa e resta la conferenza stampa, non la soluzione. Constatiamo per l’ennesima volta che nel centro-destra si è aperta una crepa, conseguenza naturale di un progetto divisivo, amministrativamente fragile e finanziariamente fumoso. Ma Trieste non può restare ostaggio delle loro rese dei conti interne. Se davvero “mettere un punto” è diventato dicibile, allora si abbia il coraggio di farlo sul serio, senza finti ultimi tentativi e senza scaricare sul bilancio comunale l’ennesima scommessa personale.” spiegano Moro e Cimolino.
“Il punto non è salvare o meno la faccia di qualcuno, ma salvare la città dall’ennesimo giro sulla giostra degli annunci. E se persino chi ha tenuto in piedi questa storia fino a ieri adesso chiede di chiuderla, allora è chiaro che la cabinovia non è più un progetto per Trieste. È un problema per Trieste. E i problemi, di solito, si risolvono. Non si inaugurano.” concludono le due esponenti rossoverdi.
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