Ovovia, Menis attacca: “Ricorso Consiglio di Stato? Soldi sottratti ai triestini. Progetto morto e inutile”

Il Comune di Trieste, guidato dal sindaco Roberto Dipiazza, ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar che hanno bocciato il progetto dell’Ovovia. Una scelta formalmente legittima, ma che continua a spaccare la politica cittadina e ad alimentare lo scontro sul futuro dell’opera.
Tra le reazioni più dure delle ultime ore c’è quella del Movimento 5 Stelle, con il coordinatore provinciale Paolo Menis che attacca frontalmente l’amministrazione comunale e il centrodestra.
“Legittimo, ma è un costo che pagano i triestini”
Menis mette subito in chiaro un punto: ricorrere è un diritto, ma le conseguenze economiche e politiche ricadrebbero direttamente sulla città.
“Dipiazza ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar che hanno bocciato il progetto dell’Ovovia. Legittimo farlo, sia chiaro, ma così facendo ha sottratto altre risorse economiche ai triestini che chiedono all’amministrazione comunale opere pubbliche utili e servizi funzionanti”, afferma il rappresentante del M5S.
Un’accusa che richiama uno dei nodi più caldi del dibattito pubblico: le priorità. Secondo Menis, infatti, insistere sull’Ovovia significherebbe togliere spazio e risorse a interventi considerati più urgenti per la quotidianità dei cittadini.
“Un progetto morto e inutile”
Nel giudizio del Movimento 5 Stelle l’opera, di fatto, sarebbe già archiviata. Non solo per le bocciature amministrative, ma perché – sostiene Menis – non avrebbe più alcun senso insistere.
“L’ovovia è un progetto morto ed inutile”, dice senza mezzi termini.
Una frase che suona come una chiusura definitiva, almeno dal punto di vista politico dell’opposizione pentastellata, e che punta a consolidare l’idea che il ricorso sia solo un modo per prolungare artificialmente la vita dell’opera.
“Il centrodestra non vuole accettarlo per arroganza”
Ma l’attacco non si ferma qui. Menis spinge sull’elemento politico e parla apertamente di un atteggiamento che definisce di “arroganza”.
“Il centrodestra non vuole accettarlo esclusivamente per propria arroganza”, conclude.
Una stoccata diretta all’intera maggioranza, che arriva in un momento in cui sul tema cabinovia l’equilibrio politico appare più teso del solito e le polemiche continuano a rimbalzare tra istituzioni, cittadini e opposizioni.
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