Legge elettorale in Fvg, non c'è ancora l'accordo in maggioranza sull'election day nel 2028
Nessun accordo su un allineamento delle scadenze elettorali delle Comunali in Friuli Venezia Giulia è stato raggiunto dal vertice di maggioranza che si è tenuto stasera al Palazzo della Regione. Le forze politiche, che non hanno commentato la seduta odierna, hanno dunque aggiornato la riunione all'otto marzo. Il nodo del cosiddetto 'allineamento' delle scadenze elettorali, provvedimento pensato per ridurre i costi dell'allestimento dei seggi e per incentivare la partecipazione dei cittadini, divide la coalizione di governo in Fvg. FI non ha entusiasmo per l'iniziativa, la Lega invece ha "una posizione molto laica, valuteremo con buonsenso le proposte" aveva detto Marco Dreosto, coordinatore regionale della Lega, prima del vertice. Walter Rizzetto, coordinatore Fvg di FdI aveva lanciato invece una proposta di mediazione sul tema, per moderare gli effetti che il provvedimento avrà sulla durata dei mandati dei sindaci. Tutte le ipotesi insomma restano sul tavolo, da un allineamento al 2028 a quello al 2033 fino a ipotesi intermedie che prevedono scenari di 'mid-term'. Non è impossibile che si decida di rimandare tutto il dossier: i tempi perché si arrivi a una sintesi in Consiglio valida entro l'Election day di giugno sono ormai stretti. Il Presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin proprio oggi ha auspicato che si possa arrivare a una legge entro fine marzo. Secondo i retroscena, la vicenda sarebbe spinosa per l'esito dei mandati nei Comuni in cui i sindaci saranno candidati per le Europee (le candidature del meloniano Alessandro Ciriani primo cittadino di Pordenone e della leghista Annamaria Cisint, ora sindaca di Monfalcone) e ci sarebbero anche divisioni interne ai partiti sul da farsi. (ANSA).DO
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