“Nomine Ater, opacità e forzature”: Salvati accusa il centrodestra sulla gestione della procedura

Si accende lo scontro politico intorno alla nomina del nuovo Direttore generale dell’Ater di Trieste, con il consigliere comunale Luca Salvati (PD) che punta il dito contro il centrodestra regionale, accusandolo di aver gestito l’intera procedura in modo “spregiudicato” e privo della necessaria trasparenza.
Secondo Salvati, il quadro emerso negli ultimi giorni descrive un iter che solleva più di un interrogativo, soprattutto per un ente che gestisce decine di migliaia di alloggi pubblici in tutta la Provincia di Trieste, in un momento già segnato da manutenzioni carenti ed efficienza dei servizi sotto pressione.
Salvati: “Un episodio opaco, la Giunta Fedriga se ne assuma la responsabilità”
Il consigliere dem non usa mezzi termini:
“La vicenda è segnata da forzature e scarsa trasparenza. La giunta Fedriga e il centrodestra devono assumersi la responsabilità di un episodio che sa di opacità.”
La critica principale riguarda il metodo: secondo Salvati, nell’elenco dei ‘maggiormente idonei’ la candidata poi favorita non sarebbe rientrata, rendendo ancora più urgente un chiarimento sui criteri utilizzati.
Il caso Delai: “Nome spuntato dal cilindro, senza aver completato le fasi concorsuali”
Al centro delle polemiche c’è il nome della candidata Delai, che secondo Salvati sarebbe “emerso come per magia” grazie a una decisione politica più che amministrativa.
“Delai non avrebbe partecipato a tutte le fasi concorsuali. È un nome spuntato dal cilindro della Giunta regionale.”
Un’anomalia che, secondo il consigliere PD, potrebbe mettere in difficoltà anche il presidente Mosetti, chiamato a gestire un passaggio tanto delicato in un clima di crescente tensione.
Un ente strategico, una procedura che fa discutere
La nomina del Direttore generale dell’Ater non è una formalità: riguarda la guida di una struttura fondamentale per la gestione dell’edilizia pubblica, per la manutenzione del patrimonio residenziale e per il sostegno concreto alle fasce più fragili della popolazione.
In questo contesto, il PD chiede maggiore trasparenza, criteri chiari e scelte basate sulla competenza, denunciando un atteggiamento che, a loro avviso, rischia di minare la credibilità dell’ente.
Il confronto politico è destinato a proseguire, e la partita sulle nomine Ater si preannuncia tutt’altro che chiusa.
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