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Politica

Nido di San Giovanni, Punto Franco: "Gestione pubblica e sezione in sloveno per la prima infanzia"

redazione·
Nido di San Giovanni, Punto Franco: "Gestione pubblica e sezione in sloveno per la prima infanzia"

Il futuro del nuovo nido d'infanzia di San Giovanni è stato al centro della conferenza stampa organizzata oggi, martedì 30 giugno, davanti all'ingresso del cantiere di via delle Docce 15 dalla Lista Russo Punto Franco in VI Circoscrizione. Al centro dell'iniziativa tre richieste considerate prioritarie dai promotori: una gestione interamente pubblica della struttura, condizioni di lavoro dignitose per il personale educativo e l'attivazione di una sezione in lingua slovena dedicata alla fascia 0-3 anni.

L'incontro, aperto a cittadini, sindacati, educatori e organi di informazione, ha voluto richiamare l'attenzione sul modello di gestione del nuovo servizio educativo destinato al rione San Giovanni.

"Il nido deve restare un servizio pubblico"

Sono intervenuti Pier Luigi Carotenuto, consigliere e capogruppo della Lista Russo Punto Franco in VI Circoscrizione, Francesco Biancuzzi, consigliere anziano della VI Circoscrizione ed esponente di Lista Russo Punto Franco – Slovenska Skupnost, il consigliere comunale e capogruppo Paolo Altin e il segretario provinciale della Slovenska Skupnost, Matia Premolin.

Il messaggio lanciato durante la conferenza è stato netto: il nuovo nido dovrà essere gestito direttamente dal Comune di Trieste.

Secondo la Lista Russo Punto Franco, dopo il caso del nido di Roiano, affidato a una gestione esternalizzata, è necessario invertire la rotta e riaffermare il valore dei servizi educativi come patrimonio pubblico.

Nel corso degli interventi è stato sottolineato come la qualità di un nido non dipenda esclusivamente dalla struttura che lo ospita, ma soprattutto dalle professionalità che ogni giorno costruiscono relazioni educative con bambini e famiglie.

Per questo, secondo i promotori, una gestione pubblica rappresenterebbe una garanzia di continuità educativa, stabilità lavorativa e qualità del servizio.

I sindacati: "La continuità educativa passa dalla gestione diretta"

Alla conferenza hanno preso parte anche rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Per la UIL è intervenuto Maurizio Petronio, per la CGIL Mafalda Ferletti e per la Cisal Paola Alzetta.

I sindacati hanno espresso una posizione critica rispetto alla scelta del Comune di affidare in appalto la gestione del nido di Roiano e all'ipotesi di esternalizzare anche i due nuovi nidi di San Giovanni.

Secondo le organizzazioni sindacali, soltanto una gestione diretta comunale può garantire continuità educativa, adeguate condizioni di lavoro e retribuzioni dignitose per educatrici ed educatori.

La richiesta di una sezione in lingua slovena

Uno dei temi principali affrontati durante l'incontro riguarda la proposta di attivare una sezione in lingua slovena nel nuovo nido.

La Lista Russo Punto Franco ricorda come nel quartiere siano già presenti scuole dell'infanzia, primarie e secondarie con lingua d'insegnamento slovena, mentre manca ancora un servizio dedicato alla fascia da zero a tre anni.

Secondo i promotori, il nuovo nido rappresenterebbe quindi l'occasione per completare il percorso educativo fin dalla prima infanzia.

La richiesta viene collegata anche all'attuazione della Legge 38 del 2001, che tutela la minoranza linguistica slovena.

"La domanda esiste ma non viene rilevata correttamente"

Nel corso della conferenza è stato affrontato anche il tema delle iscrizioni.

L'Amministrazione comunale sostiene che non vi siano numeri sufficienti per aprire una sezione slovena nei nuovi nidi di San Giovanni.

Una valutazione che la Lista Russo Punto Franco contesta, ritenendo che non rappresenti la reale domanda delle famiglie.

Secondo quanto illustrato durante l'incontro, molte famiglie eviterebbero infatti di indicare la preferenza per una sezione slovena temendo di compromettere le possibilità di ottenere un posto nei nidi cittadini, già caratterizzati da una disponibilità limitata.

Per questo viene chiesto al Comune di predisporre strumenti specifici, come una manifestazione d'interesse o una fase di preiscrizione dedicata, che consentano di misurare in maniera più precisa la reale richiesta del territorio.

Un servizio aperto a tutta la città

Nel corso degli interventi è stato inoltre evidenziato come la proposta non riguardi esclusivamente la comunità slovena.

Secondo i promotori, negli anni molte famiglie di lingua italiana e nuclei familiari misti hanno scelto percorsi educativi bilingui, riconoscendo nel bilinguismo precoce un valore culturale, educativo e sociale.

L'obiettivo indicato dalla Lista Russo Punto Franco è quello di realizzare un nido capace di rispecchiare la pluralità linguistica e culturale che caratterizza il quartiere di San Giovanni.

"Un presidio educativo pubblico e radicato nel territorio"

Nonostante le elevate temperature della giornata, la conferenza ha registrato una buona partecipazione di cittadini, educatori e rappresentanti del mondo sindacale.

Per la Lista Russo Punto Franco questo rappresenta il segnale di un interesse concreto verso il futuro dei servizi educativi cittadini.

I promotori hanno infine annunciato che continueranno a seguire l'evoluzione del progetto, chiedendo scelte coerenti con la tutela dei servizi pubblici, dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e delle esigenze delle famiglie.

L'obiettivo dichiarato è che il nuovo nido di San Giovanni possa diventare non soltanto una nuova struttura scolastica, ma un presidio educativo pubblico, inclusivo, stabile e pienamente integrato nella comunità del rione.

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