Museo del Risorgimento, Adesso Trieste all'attacco: “No a iniziative che esaltano il neofascismo”

Si accende la polemica attorno a un'iniziativa annunciata negli spazi della Casa del Combattente, all'interno del complesso del Civico Museo del Risorgimento - Sacrario Oberdan.
A intervenire è il capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale, Riccardo Laterza, che nella mattinata del 23 giugno ha denunciato pubblicamente l'organizzazione della presentazione del libro Confesso che ho vissuto. Storie di Avanguardia Nazionale, prevista nella struttura di proprietà comunale.
Secondo Laterza, la manifestazione rappresenterebbe un fatto grave sia per il contenuto dell'iniziativa sia per il luogo scelto per ospitarla.
La richiesta all'assessore Rossi
Nel suo intervento, il consigliere comunale si è rivolto direttamente all'assessore competente, Michele Rossi, chiedendo un intervento preventivo.
«È inaccettabile che la presentazione di un libro il cui coautore, Claudio Scarpa, è stato membro di Avanguardia Nazionale si svolga in uno spazio pubblico e museale che dovrebbe affrontare la storia con approccio critico e storiografico e non con finalità celebrative o esaltatorie», sostiene Laterza.
Il capogruppo di Adesso Trieste ricorda inoltre come, a suo giudizio, non si tratti di un episodio isolato.
Secondo quanto riportato, già nel settembre dello scorso anno la stessa struttura avrebbe ospitato un'iniziativa analoga, oggetto di un'interrogazione consiliare presentata dallo stesso gruppo politico.
“Non è una questione di libertà di pensiero”
Laterza precisa di non mettere in discussione il principio della libertà di espressione, ma contesta l'utilizzo di spazi pubblici per iniziative che, a suo avviso, sarebbero riconducibili all'esaltazione di organizzazioni neofasciste.
Per questo motivo chiede che l'amministrazione comunale intervenga affinché la manifestazione non si svolga all'interno della struttura.
Nel corso dell'iniziativa il consigliere ha inoltre mostrato una fotografia relativa a un precedente convegno tenutosi nella stessa sala, durante il quale sarebbe stata esposta una bandiera della Repubblica Sociale Italiana.
Secondo Laterza, l'episodio rappresenterebbe un ulteriore elemento di preoccupazione rispetto al tipo di eventi ospitati negli spazi pubblici interessati.
L'intervento dell'ANPI
Sulla vicenda è intervenuto anche Fabio Vallon, presidente dell'ANPI Trieste-VZPI Trst.
Vallon respinge l'idea che tali manifestazioni possano essere considerate semplici iniziative culturali o storiche.
Secondo il presidente dell'associazione partigiana, si tratterebbe invece di eventi che finiscono per promuovere e valorizzare esperienze e simboli legati al fascismo e a organizzazioni ritenute incompatibili con i principi costituzionali della Repubblica.
Per questo motivo ANPI ritiene inaccettabile che locali e spazi pubblici possano essere utilizzati per ospitare iniziative di questo tipo.
Il dibattito politico continua
La vicenda si inserisce nel più ampio confronto politico che da tempo attraversa Trieste sui temi dell'antifascismo, della memoria storica e dell'utilizzo degli spazi pubblici.
Adesso Trieste e ANPI chiedono ora un intervento dell'amministrazione comunale affinché la manifestazione non venga ospitata nella Casa del Combattente.
Resta da vedere quale sarà la posizione del Comune e se vi saranno repliche da parte degli organizzatori dell'evento o dell'assessore chiamato in causa dalle opposizioni.
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