Monfalcone, Generation Young, Fesica Confsal: «Sicurezza gestita con grande professionalità»

Un bilancio fortemente positivo sul fronte della sicurezza, accompagnato però da una riflessione politica e sindacale che va ben oltre il concerto. La direzione di Fesica Confsal, presente alla serata di Generation Young con protagonista Anna Pepe, si congratula con gli organizzatori e con l’amministrazione comunale di Monfalcone per la gestione dell’evento e rilancia contemporaneamente il dibattito sul ruolo della vigilanza privata, sugli organici delle forze dell’ordine e sugli strumenti a disposizione di chi opera quotidianamente nel settore della sicurezza.
Secondo il sindacato, la forte affluenza registrata durante l’evento sarebbe stata affrontata attraverso un’organizzazione capillare e una collaborazione efficace tra operatori privati e forze dell’ordine.
«Grande gestione della super affluenza per Anna Pepe»
Fesica Confsal pone innanzitutto l’accento sull’organizzazione della sicurezza durante il concerto.
Il sindacato evidenzia il lavoro degli operatori della vigilanza privata coordinati da Paul Pisani, parlando di una «grande gestione della super affluenza per Anna Pepe».
Un riconoscimento viene rivolto anche all’attività svolta all’interno del Village, dove secondo la nota si sarebbe sviluppata una forte sinergia con Sicury Servizi, coordinata da Rosario Di Piazza.
«Vedere squadre operative con la massima attenzione a ciò che succede in ogni momento del giorno, soprattutto in questi due giorni di Generation Young, fa bene al cuore», sottolinea la segreteria.
Il ruolo degli operatori ASC e della sicurezza disarmata
Il comunicato richiama in modo particolare il contributo degli operatori ASC, indicati come le figure precedentemente conosciute comunemente come addetti ai servizi di controllo, e degli operatori della sicurezza disarmata.
Secondo Fesica Confsal, proprio queste professionalità avrebbero avuto un ruolo significativo nel corso delle due giornate di manifestazione.
La loro funzione viene descritta come orientata soprattutto al controllo, alla deterrenza e alla segnalazione, all’interno di un sistema più ampio nel quale ogni figura, secondo il sindacato, deve essere considerata essenziale.
«Nella vigilanza privata ogni figura è di fondamentale importanza e rilievo», ribadisce la segreteria.
«La vigilanza privata resta un importante elemento»
Da qui nasce una riflessione più generale.
Per Fesica Confsal, quanto avvenuto durante Generation Young rappresenterebbe una dimostrazione concreta dell’importanza della vigilanza privata all’interno del sistema complessivo della sicurezza.
Il sindacato parla della vigilanza come di «un importante elemento e primo baluardo della legalità» nei contesti nei quali la forza pubblica, per ragioni di organico, non può garantire una presenza continua e capillare.
Si tratta naturalmente di una valutazione espressa dalla stessa organizzazione sindacale, che richiama però un tema ormai centrale nel dibattito: quello della collaborazione tra pubblico e privato nella gestione degli eventi e nella prevenzione.
Il ringraziamento alle forze dell’ordine
Fesica Confsal sottolinea anche il «grande dispiegamento di forze dell’ordine» presente nel centro cittadino durante il concerto.
Un ringraziamento specifico viene rivolto proprio agli uomini e alle donne impegnati nel servizio.
«Ringraziamo come sempre le forze dell’ordine e un grande grazie va anche agli operatori della vigilanza privata che hanno messo la loro serietà per garantire una gestione dell’evento eccezionale».
Il messaggio è quindi quello di una sicurezza costruita attraverso più livelli e diverse professionalità.
La risposta a Nicole Matteoni
Il comunicato assume poi un carattere decisamente più politico.
Fesica Confsal prende posizione anche rispetto a quanto affermato dalla deputata di Fratelli d’Italia Nicole Matteoni, che aveva sottolineato la necessità di ampliare gli organici della pubblica sicurezza per garantire una maggiore presenza di uomini e donne in divisa sul territorio.
Il sindacato condivide il principio.
Secondo Fesica Confsal, senza personale sufficiente «qualsiasi strumento, norma o principio sulla certezza della pena sarebbe solo una teoria su carta».
Ma per la segreteria questo sarebbe soltanto il primo passo.
«Aumentare gli organici non basta»
Il sindacato sostiene infatti che il semplice incremento del personale non sarebbe sufficiente a garantire una risposta completa alle esigenze dei cittadini.
La richiesta è quella di intervenire anche sugli strumenti normativi e operativi a disposizione delle forze dell’ordine, permettendo loro, secondo la posizione espressa, di lavorare in condizioni di maggiore sicurezza e con maggiore efficacia.
Fesica Confsal invita in particolare ad affrontare il tema dei reati per i quali, a suo giudizio, una semplice denuncia a piede libero non rappresenterebbe sempre un deterrente sufficiente.
È una posizione sindacale netta, che chiede quindi un confronto più ampio sul sistema delle tutele e sulla capacità di intervento degli operatori.
Il tema della sicurezza di chi indossa una divisa
Un altro punto centrale del comunicato riguarda proprio la tutela personale degli operatori.
Fesica Confsal sostiene che chi interviene sul territorio possa talvolta trovarsi esposto al rischio di aggressioni verbali o fisiche.
Il sindacato estende il ragionamento anche al settore privato, evidenziando come gli operatori della vigilanza possano trovarsi a dover affrontare situazioni delicate pur disponendo di strumenti e attribuzioni differenti rispetto alle forze dell’ordine.
In particolare viene richiamata la figura della guardia particolare giurata e il tema delle responsabilità che possono sorgere durante interventi preventivi.
La proposta delle bodycam
Tra le proposte avanzate emerge anche quella di dotare più diffusamente la vigilanza privata di bodycam.
«Apriamo un tavolo con Questure e Prefetture e vediamo di iniziare a lavorare per ampliare il potere nel campo della sicurezza», sostiene la segreteria.
L’obiettivo indicato è quello di arrivare a regole più chiare e a strumenti che possano contribuire sia alla documentazione degli interventi sia alla tutela degli operatori coinvolti.
L’appello a un tavolo tra pubblico e privato
La conclusione del comunicato guarda quindi direttamente alle istituzioni.
Fesica Confsal dichiara la propria disponibilità a confrontarsi con autorità locali e nazionali per individuare una forma di cooperazione «netta, definitiva e soprattutto capillare» tra settore pubblico e settore privato.
Il sindacato chiede quindi un tavolo di lavoro che coinvolga Questure, Prefetture e operatori della vigilanza per affrontare temi quali competenze, strumenti, formazione e protezione del personale.
Dal successo di Generation Young a un dibattito più ampio
Il concerto di Anna Pepe e le due giornate di Generation Young diventano così, per Fesica Confsal, non soltanto l’occasione per promuovere l’organizzazione della sicurezza messa in campo a Monfalcone, ma anche il punto di partenza per una riflessione più ampia.
Da una parte il sindacato rivendica il buon funzionamento della collaborazione tra vigilanza privata e forze dell’ordine durante un evento caratterizzato da una forte presenza di pubblico.
Dall’altra chiede interventi strutturali sul sistema della sicurezza, maggiori risorse e una discussione sul ruolo che le professionalità private possono avere al fianco delle istituzioni.
La posizione finale è sintetizzata in poche parole: «È ora di agire, fine dei giochi».
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