Trieste, Adesso Trieste attacca Dipiazza: «Il dissenso non si liquida con gli insulti personali»

Nuovo capitolo nello scontro politico nato attorno ai ritardi dei lavori in piazza Sant’Antonio. Dopo il post del sindaco Roberto Dipiazza nei confronti della consigliera comunale Rosanna Pucci, interviene anche Adesso Trieste, che prende posizione in maniera netta e sposta l’attenzione dal piano personale a quello politico e amministrativo.
La nota diffusa dal movimento parte da un giudizio molto duro: «Il post del sindaco Dipiazza è la dimostrazione plastica di un modo di amministrare che conosciamo ormai bene: quando viene posta una domanda legittima sul funzionamento della città, invece di rispondere nel merito si attacca personalmente chi la pone».
Al centro i ritardi di piazza Sant’Antonio
La consigliera Pucci aveva presentato un’interrogazione sui ritardi dei lavori in piazza Sant’Antonio, chiedendo conto dei tempi annunciati ai cittadini.
Per Adesso Trieste si tratta esattamente di uno dei compiti propri di un consigliere comunale: «Controllare l’operato dell’amministrazione e chiedere conto dei tempi annunciati ai cittadini».
La risposta del sindaco richiamata nella nota è quella già diventata oggetto di polemica: «Donna ridicola, gli operai hanno lavorato sotto il sole con 38 gradi».
Ed è proprio su questo passaggio che Adesso Trieste costruisce la propria critica.
«Nessuno ha messo in discussione l’impegno degli operai»
Il movimento precisa che la questione non riguarderebbe in alcun modo la disponibilità o la fatica dei lavoratori impegnati nel cantiere.
«Nessuno ha messo in discussione l’impegno degli operai», si legge nella nota.
Anzi, secondo Adesso Trieste, proprio il richiamo alle condizioni di lavoro dei dipendenti solleverebbe una domanda ulteriore: se davvero il caldo intenso rappresentava un problema prevedibile, perché il cronoprogramma dei lavori sarebbe stato strutturato in modo tale da richiedere lavorazioni in piena estate?
Il nodo della programmazione dei cantieri
È questo il punto sul quale Adesso Trieste insiste maggiormente.
Tra luglio e agosto, sottolinea il movimento, non sarebbe certo imprevedibile che Trieste possa attraversare periodi prolungati di caldo intenso.
Da qui la critica alla programmazione: secondo la nota, un’organizzazione seria dei cantieri dovrebbe tenere conto delle condizioni stagionali e prevedere, quando possibile, periodi più adatti allo svolgimento dei lavori.
Adesso Trieste sostiene inoltre che i tempi e le modalità operative dovrebbero essere organizzati in modo da tutelare prima di tutto le persone impegnate nei cantieri.
«Gli operai non diventino uno scudo»
Particolarmente duro il passaggio in cui il movimento contesta l’utilizzo del tema dei lavoratori come risposta politica all’interrogazione.
Secondo Adesso Trieste, richiamare oggi la fatica degli operai per rispondere alle domande sui ritardi significherebbe «rovesciare le responsabilità».
La questione, sostengono, non sarebbe infatti capire perché una consigliera abbia chiesto conto del mancato rispetto dei tempi, ma chiarire chi quei tempi li abbia stabiliti, chi abbia programmato il cantiere e perché il cronoprogramma annunciato non sia stato rispettato.
La critica all’amministrazione
Per Adesso Trieste, la vicenda finirebbe quindi per produrre l’effetto opposto rispetto a quello auspicato dal sindaco.
Il post di Dipiazza, secondo il movimento, mostrerebbe infatti «quanto poco questa amministrazione abbia considerato insieme la tutela dei lavoratori, gli effetti sempre più evidenti delle estati torride e una corretta programmazione delle opere della città».
Una contestazione che supera quindi il singolo botta e risposta e investe direttamente il metodo di governo dei lavori pubblici.
«Governare significa programmare, prevenire e assumersi la responsabilità dei risultati»
La conclusione della nota è altrettanto netta.
«Governare significa programmare, prevenire e assumersi la responsabilità dei risultati. Non insultare una consigliera perché esercita il proprio mandato».
Adesso Trieste esprime quindi piena solidarietà a Rosanna Pucci per quello che definisce «l’attacco personale e sessista ricevuto».
Il movimento ribadisce infine un principio politico più generale: anche un confronto molto duro dovrebbe rimanere sempre concentrato sul merito delle questioni e sul rispetto delle persone.
Una polemica che dunque continua ad allargarsi, trasformando il caso dei ritardi in piazza Sant’Antonio in un confronto più ampio su linguaggio politico, responsabilità amministrativa e gestione dei cantieri cittadini.
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