Maxi sequestro nel porto di Trieste, Matteoni e Giacomelli: "Colpo durissimo a criminalità internazionale"

L'onorevole Nicole Matteoni, deputata e segretaria provinciale di Fratelli d'Italia, e Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e segretario comunale del partito a Trieste, esprimono il proprio apprezzamento per la complessa operazione condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trieste e dal personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli all'interno dello scalo portuale giuliano.
Il plauso alle forze dell'ordine
Secondo quanto dichiarato nella nota, l'operazione ha consentito di intercettare e sequestrare un autoarticolato proveniente dal porto turco di Akçansa/Gemlik e diretto ad Amburgo, impedendo, secondo gli esponenti di Fratelli d'Italia, l'introduzione nell'Unione Europea di un ingente quantitativo di materiale illecito riconducibile a reti criminali transnazionali.
Matteoni e Giacomelli sottolineano come l'efficacia dei controlli sui flussi commerciali abbia permesso di ottenere un risultato ritenuto di particolare rilievo sotto il profilo della sicurezza e della tutela della legalità.
Il materiale sequestrato
Nella nota vengono richiamati anche i principali elementi emersi dall'operazione. Tra il materiale sequestrato figurano 1.170.000 euro in banconote false, pari a 23.400 banconote da 50 euro, oltre a 110 documenti contraffatti, tra cui passaporti, patenti, visti e permessi di soggiorno.
Gli investigatori hanno inoltre rinvenuto un archivio digitale contenente circa 10.000 file, comprendenti loghi, caratteri tipografici, fotografie formato tessera, codici e software con istruzioni che, secondo quanto riportato, sarebbero destinati alla produzione su larga scala di documentazione falsa.
Le indagini proseguono
Gli esponenti di Fratelli d'Italia evidenziano inoltre che tra il materiale sequestrato sarebbe stata trovata una patente italiana intestata a un cittadino russo, richiedente asilo e attualmente irreperibile, già segnalato, secondo la nota, per contiguità con ambienti dell'estremismo islamico.
Le indagini risultano tuttora in corso. Il materiale è stato sequestrato su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, che ha disposto ulteriori approfondimenti investigativi da sviluppare anche in altri Paesi europei attraverso gli strumenti della cooperazione internazionale.
"Trieste presidio della legalità"
Per Matteoni e Giacomelli il risultato operativo conferma l'efficienza della collaborazione tra Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Direzione Distrettuale Antimafia.
Nella loro dichiarazione sostengono che il porto di Trieste rappresenti uno snodo fondamentale per il commercio internazionale ma, allo stesso tempo, un presidio strategico contro i traffici illeciti che tentano di utilizzare i confini marittimi italiani come piattaforma logistica.
I due rappresentanti di Fratelli d'Italia ribadiscono infine che la tutela degli scali portuali, il contrasto ai traffici transfrontalieri e il controllo dei flussi migratori e commerciali costituiscono priorità per l'azione del Governo e del partito, nell'ottica della sicurezza e della legalità.
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