Maggioranza ferma, porto fermo: centrosinistra denuncia immobilismo sulla nomina (VIDEO)

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La Capigruppo di ieri era chiamata a esprimersi sull’urgenza della mozione presentata lo scorso 19 giugno da LRPF, PD, AT e M5S, avente a oggetto: “Sconcerto per la revoca delle deleghe al Dott. Vittorio Torbianelli e richiesta di tutela della continuità gestionale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale”.
Già lo scorso 16 luglio si era scelto di soprassedere alla votazione in attesa del pronunciamento della IX Commissione della Camera dei Deputati. Tuttavia, come noto, quel voto non si è tenuto e – sebbene si prenda atto delle dichiarazioni del Sottosegretario Rixi, che il 24 luglio ha affermato che la nomina sarà adottata entro il 3 agosto, riconoscendone evidentemente l’urgenza – essa non solo non è ancora intervenuta, ma quand’anche lo fosse si dovrebbe attendere il voto della competente commissione del Senato, allo stato non ancora calendarizzata. Parlamento e Governo, dunque, da mesi sulla questione temporeggiano e ciò è inaccettabile, perché lede gli interessi di Trieste.
A dirlo non è il centrosinistra: sono gli operatori portuali ad aver da tempo scandito in modo unanime l’indifferibilità della nomina, come sintetizzato dalle parole di chi ha rilevato che “per la comunità portuale triestina è indifferibile la nomina di un presidente e di un segretario generale che, in base a un accordo politico forte, ricevano mandato pieno per guidare l'Autorità di sistema portuale in una fase estremamente delicata, ma anche ricca di opportunità” (Stefano Visintin). A questo appello si è unita anche la CGIL, che ha ribadito con chiarezza come non sia più possibile attendere oltre.
Sull’urgenza della nomina, dunque, si registra una vasta convergenza. Era quindi legittimo attendersi che la maggioranza consiliare si allineasse al sentire diffuso, a livello sia locale che nazionale.
Così non è stato.
E ciò, nonostante le circostanze poste a fondamento della mozione – in primis la revoca delle deleghe al Dott. Torbianelli da parte del neo-commissario Gurrieri, avvenuta il 18 giugno 2025 per dichiarate esigenze politiche e di equilibrio nazionale connesse alla più ampia partita delle nomine portuali – si siano aggravate. Lungi dal ridimensionare l’urgenza, i recenti sviluppi dei quali apprendiamo dalla stampa l’hanno resa ancora più pressante, a fronte di un deliberato la cui richiesta era semplice e lineare: impegnare Sindaco e Giunta a porre in essere ogni iniziativa utile e opportuna, presso il Governo nazionale e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, affinché si adottino provvedimenti atti a garantire la piena continuità gestionale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, nell’interesse superiore del Porto di Trieste e del suo sviluppo strategico.
Tuttavia, nella seduta di ieri, i capigruppo di maggioranza – negando l’urgenza e dunque rinviando sine die la trattazione della mozione – hanno perso un’occasione significativa per trasmettere al porto e alla città un messaggio forte e condiviso: che anche a giudizio del Comune di Trieste la nomina del Presidente è indifferibile e, sia consentito aggiungere, deve necessariamente avvenire secondo criteri che privilegino integrità, imparzialità e correttezza, qualità che per legge devono connotare ogni funzionario pubblico, accanto a competenza tecnica in ambito portuale, capacità relazionale, leadership umana, visione strategica internazionale e padronanza dei contesti europei e globali.
Tutte caratteristiche essenziali perché il prossimo Presidente della nostra Autorità di Sistema possa affrontare le attuali sfide dello scalo, dall’attuazione dei progetti infrastrutturali finanziati con fondi PNRR e Fondo Complementare (quali Terminal Noghere, ammodernamento del Molo VII, cold ironing, potenziamento ferroviario e stradale, sviluppo dei traffici internazionali) al posizionamento di Trieste come gateway europeo del Corridoio India–Middle East–Europe (IMEC).
La maggioranza ha scelto diversamente, malgrado la piena disponibilità, già manifestata, ad accogliere eventuali emendamenti alla mozione, utili a renderla per loro condivisibile.
Ancora una volta, la politica locale ha preferito l’attesa alla responsabilità. Ma per Trieste e il suo porto, il tempo non è più una risorsa negoziabile. Occorrono risposte, e servono ora."
A riferirlo i capigruppo dell'opposizione in Consiglio Comunale
DI SEGUITO IL VIDEO
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