“Le guardie giurate devono avere più poteri”: ASGRI rilancia la battaglia normativa (VIDEO)
Nel corso della diretta di Trieste Cafe dedicata alla sicurezza a Trieste, Christian Currò, segretario regionale ASGRI Fvg, ha approfondito il tema delle richieste normative avanzate dal comparto della vigilanza privata, parlando della necessità di una riforma che riconosca in modo più concreto il ruolo operativo delle guardie giurate.
Secondo quanto dichiarato nel corso della trasmissione, il settore starebbe chiedendo da tempo una revisione legislativa capace di adeguare le competenze delle guardie giurate alle responsabilità che già oggi vengono esercitate quotidianamente sul territorio.
Currò ha spiegato che ASGRI starebbe lavorando a proposte di legge finalizzate a ottenere maggiori riconoscimenti nell’ambito del servizio, sottolineando come le esigenze operative siano ormai profondamente cambiate rispetto al passato.
La richiesta di nuove qualifiche operative
Uno dei punti centrali affrontati durante la diretta riguarda la possibilità di attribuire alle guardie giurate qualifiche assimilabili a quelle di agente di polizia giudiziaria o pubblico ufficiale durante l’esercizio del servizio.
Secondo quanto sostenuto da Currò, questo permetterebbe agli operatori della vigilanza privata di intervenire con strumenti più chiari e con maggiori tutele normative, soprattutto nelle situazioni di emergenza.
Nel corso del confronto è stato spiegato che oggi le guardie giurate si troverebbero spesso a operare in situazioni delicate senza avere un quadro legislativo definito, nonostante il crescente utilizzo della vigilanza privata nella tutela di siti pubblici e infrastrutture strategiche.
Currò ha ribadito che il problema non riguarderebbe soltanto gli stipendi o le condizioni contrattuali, ma soprattutto il riconoscimento del ruolo svolto sul territorio.
“Ci danno responsabilità ma non strumenti”
Nel corso dell’intervento, il segretario regionale ASGRI Fvg ha sottolineato come alle guardie giurate vengano richieste responsabilità sempre più importanti senza però garantire strumenti adeguati sul piano normativo.
Secondo quanto dichiarato durante la diretta, il settore starebbe vivendo una situazione di forte squilibrio tra compiti richiesti e tutela effettiva degli operatori.
Currò ha evidenziato come le guardie giurate siano presenti in numerosi contesti sensibili e intervengano spesso in situazioni critiche, pur restando formalmente inquadrate con competenze considerate insufficienti rispetto alle necessità operative moderne.
Il confronto con il resto d’Europa
Nel corso della trasmissione è stato affrontato anche il paragone con altri Paesi europei. Currò ha sostenuto che in diverse realtà estere la vigilanza privata avrebbe già ottenuto maggiori riconoscimenti istituzionali e competenze operative più ampie.
Secondo quanto spiegato durante la diretta, l’obiettivo sarebbe quello di creare un sistema più integrato tra sicurezza pubblica e sicurezza privata, superando le rigidità che oggi caratterizzerebbero il modello italiano.
Il confronto ha riportato al centro del dibattito il futuro della vigilanza privata e il ruolo che le guardie giurate potrebbero assumere nei prossimi anni all’interno del sistema sicurezza nazionale.
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