’International Rescue Committee: 'Dopo chiusura Silos oltre 100 persone dormono all'aperto'

A quattro mesi dallo sgombero del Silos di Trieste, che fungeva da rifugio di fortuna per migliaia di persone richiedenti asilo, l’International Rescue Committee (IRC) lancia un allarme sulle condizioni sempre più critiche dei rifugiati e richiedenti asilo nella città, con l’arrivo dell’inverno che aggrava ulteriormente la situazione.
Secondo i dati raccolti dall'IRC e dalla Diaconia Valdese, da giugno a oggi oltre 5.000 nuove persone – in prevalenza provenienti da Afghanistan, Siria e Kurdistan settentrionale – hanno cercato aiuto a Trieste. In media, ogni giorno vengono incontrate circa 55 persone, tra cui molte famiglie e minori stranieri non accompagnati, che rappresentano il 40% dei nuovi arrivi.
Lo sgombero del Silos: un rifugio precario, ma necessario
Il 21 giugno 2024, la polizia italiana ha sgomberato il Silos, una struttura abbandonata situata vicino alla stazione ferroviaria di Trieste che, seppur in condizioni disumane, offriva riparo a migliaia di persone arrivate in città tramite la Rotta Balcanica. L'intenzione era di trasferire queste persone in una nuova struttura a Campo Sacro, ma i lavori di ristrutturazione non sono ancora iniziati.
Questo ha lasciato circa 100 persone a dormire ogni notte per strada, nei pressi della stazione, senza alcun riparo, cibo o servizi igienici adeguati. Tra loro si trovano molte donne e bambini, esposti al freddo, alla pioggia e a condizioni di vita estremamente precarie.
Le testimonianze sul campo: un’emergenza umanitaria in peggioramento
Alessandro Papes, Area Manager per IRC a Trieste, ha dichiarato:
“Il Silos di Trieste non avrebbe mai dovuto essere utilizzato come rifugio. Nessun essere umano dovrebbe vivere in condizioni così estreme, tra ratti e detriti. Questo luogo è il sintomo di una crisi più ampia: il sistema di accoglienza italiano è incapace di fornire strutture dignitose per chi arriva in cerca di asilo. Dallo sgombero, la situazione è peggiorata: sempre più persone sono costrette a dormire per strada, esposte alle intemperie.”
Secondo Papes, la mancanza di un'adeguata accoglienza sta avendo gravi conseguenze, in particolare per i minori stranieri non accompagnati. Molti di loro arrivano già in condizioni di salute compromesse dopo mesi di viaggio, e l’esposizione al maltempo sta aggravando la loro salute fisica e mentale. "Alcuni sono così malati e stremati che faticano a camminare", ha affermato Papes.
Un appello alle autorità italiane: servono soluzioni immediate
Con l’arrivo dell’inverno, IRC sollecita le autorità italiane ad agire rapidamente per evitare un ulteriore deterioramento della situazione. È necessario garantire un sistema di accoglienza efficiente che permetta a tutti i nuovi arrivati di accedere a un luogo sicuro, dove i loro bisogni fondamentali possano essere soddisfatti e dove possano esercitare il loro diritto di chiedere asilo.
L’assenza di una soluzione adeguata rappresenta una grave violazione dei diritti umani fondamentali e rischia di trasformare Trieste in un punto critico della crisi migratoria lungo la Rotta Balcanica, dove persone vulnerabili vengono abbandonate a se stesse, senza protezione né dignità.
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